Emergenza casa a Montesilvano, graduatorie ferme e alloggi vuoti. Il Comune alla Regione: «Servono risorse subito»

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Le politiche abitative a Montesilvano sono entrate in una fase critica che assume ormai i contorni di una vera e propria emergenza sociale. A certificarlo sono i numeri, ma soprattutto lo stallo di un sistema che, a fronte di una domanda crescente, non riesce più a dare risposte concrete. Per questo l’Amministrazione comunale lancia un appello diretto alla Regione Abruzzo affinché intervenga con urgenza sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Nel corso del 2025, infatti, non è stata effettuata neppure una assegnazione di alloggi ERP, nonostante una graduatoria che conta 99 nuclei familiari in attesa e oltre 20 richieste di alloggi parcheggio. Un dato che fotografa una situazione di paralisi totale, aggravata dal contesto sociale del territorio: l’Azienda Speciale del Comune segue attualmente 190 famiglie in condizioni di fragilità abitativa, molte delle quali ospitate in soluzioni di housing condiviso o in accoglienze emergenziali.

Il nodo principale riguarda il patrimonio immobiliare ATER. Sul territorio comunale risultano 15 alloggi di proprietà regionale attualmente vuoti, ma inutilizzabili perché necessitano di interventi di ristrutturazione. Un paradosso che contribuisce a bloccare lo scorrimento delle graduatorie. Di fronte a questa situazione, il Comune ha deciso di intervenire direttamente, stanziando nel dicembre scorso 60.000 euro per il ripristino dei primi tre alloggi, pur trattandosi di immobili non comunali ma regionali. Un intervento definito straordinario, che tuttavia non può bastare a risolvere un problema strutturale.

Nonostante l’emergenza abitativa, Montesilvano rivendica un dato significativo sul fronte della legalità: zero occupazioni abusive. Dall’ultimo episodio registrato nel 2022, il controllo del territorio e la collaborazione tra cittadini e Forze dell’Ordine hanno garantito il pieno rispetto delle norme, un risultato tutt’altro che scontato per una città che supera i 50.000 abitanti.

A fare il punto è il consigliere delegato alle Politiche della Casa, Marco Forconi, che parla apertamente di punto di rottura: «La legalità è il nostro punto fermo, ma da sola non basta se il sistema delle assegnazioni rimane al palo. È inaccettabile che, a due anni dal bando, non si sia riusciti a scorrere la graduatoria nemmeno di una posizione per mancanza di immobili pronti».

Forconi evidenzia anche una criticità normativa che incide sulle fasce più deboli: «Le persone con gravi disabilità non possono accedere direttamente agli alloggi parcheggio se non sono già inserite nel bando ERP ordinario. È un corto circuito procedurale che rallenta le risposte ai più fragili». Da qui la richiesta di un cambio di passo alla Regione Abruzzo: «ATER deve essere messa nelle condizioni di ristrutturare subito i 15 alloggi sfitti. Montesilvano ha fatto la sua parte, ora serve un piano strutturale regionale».

L’impegno dell’amministrazione comunale per il diritto alla casa, sottolinea Forconi, è massimo, come dimostra il lavoro dei servizi sociali e la gestione rigorosa dell’ordine pubblico. Ma il tempo stringe: «Non possiamo permettere che 99 famiglie restino intrappolate in un’attesa senza fine mentre ci sono appartamenti vuoti che cadono a pezzi. La casa è un diritto fondamentale e una comunità sicura si costruisce anche garantendo risposte dignitose a chi soffre».

L’appello alla Regione è chiaro: fare del recupero edilizio degli alloggi ATER una priorità assoluta, sbloccando risorse e procedure. Perché dietro i numeri ci sono persone, famiglie e storie di fragilità che attendono risposte non più rinviabili.