CIA Chieti-Pescara: ritardi negli indennizzi, imprese agricole in affanno

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Chieti, 24 marzo 2026 – La CIA Agricoltori Italiani Chieti-Pescara torna a sollecitare la Struttura di Missione ZES sui ritardi nella liquidazione degli indennizzi per gli espropri legati alla ferrovia Fossacesia–Castel di Sangro e alla piastra logistica di Saletti. Una situazione che, secondo l’organizzazione, sta mettendo in seria difficoltà molte aziende agricole coinvolte nei lavori.

Gli agricoltori, ricorda la CIA, hanno collaborato sin dall’avvio del progetto, riconoscendone il valore strategico per la Val di Sangro e per l’intero Abruzzo. L’associazione ha svolto un ruolo costante di mediazione tra imprese e istituzioni, gestendo chiarimenti, criticità e tensioni sul territorio. Un impegno che ha contribuito a mantenere un clima di fiducia, oggi però compromesso dal protrarsi dei ritardi.

«Le aziende agricole sono arrivate al limite. Non possiamo più tollerare incertezze: serve un’accelerazione immediata», afferma il presidente provinciale Domenico Bomba. Secondo la CIA, la mancata liquidazione degli indennizzi sta già producendo effetti concreti: difficoltà nella programmazione delle colture, rinvio degli investimenti, problemi di liquidità e il rischio di compromettere l’intera stagione produttiva.

A pesare ulteriormente è l’assenza di informazioni chiare sulle tempistiche. Una condizione che, sottolinea l’organizzazione, sta generando disorientamento e preoccupazione tra gli agricoltori, rendendo più complessa la gestione aziendale e alimentando tensioni.

«La mancanza di certezze rischia di incrinare il rapporto di fiducia costruito finora», evidenzia Bomba, che pur riconoscendo la disponibilità dei referenti istituzionali ribadisce la necessità di un cambio di passo. «Un’opera strategica non può essere realizzata scaricando i ritardi sulle imprese agricole. Serve responsabilità e rispetto per chi ha già fatto la propria parte».

La CIA chiede quindi un intervento immediato: accelerazione delle procedure, definizione di scadenze certe e comunicazioni puntuali. «Le aziende hanno bisogno di risposte concrete, adesso. Non c’è più tempo», conclude Bomba, confermando l’impegno dell’organizzazione a seguire la vicenda e a tutelare gli agricoltori fino alla soluzione definitiva.