Festival degli orrori e cuore Infinito: harakiri del Delfino contro l’Empoli

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C’è un sottile confine tra l’eroismo e l’autolesionismo, e il Pescara, in questa trasferta toscana, ha deciso di camminarci sopra come un equilibrista senza rete. Al triplice fischio del “Castellani”, il tabellino recita 4-2 per l’Empoli, ma la narrazione che emerge va ben oltre il dato numerico. È la storia di una squadra che ha saputo risorgere dalle proprie ceneri per poi darsi fuoco da sola, in un loop di emozioni che lascia l’amaro in bocca a una piazza che sognava il colpaccio.
L’approccio alla gara è stato un corto circuito improvviso. Dopo una manciata di minuti, il Pescara ha dovuto fare i conti con il suo primo spettro: il calcio piazzato. Al 9’, Shpendi approfitta di una marcatura allegra su azione da corner e firma l’1-0. Ma il vero dramma si consuma poco dopo: Acampora, in un momento di blackout ingiustificabile per un giocatore della sua esperienza, rimedia un cartellino rosso che trasforma la partita in un incubo.
Sotto di un gol e di un uomo, la difesa biancazzurra, fin qui baluardo insuperabile nelle ultime uscite , perde le coordinate. Al 33’, è ancora un corner a punire i ragazzi di Gorgone: Lovato svetta indisturbato, siglando il raddoppio. Sembra il preludio a un’imbarcata, al naufragio totale.
È qui che il Pescara tira fuori l’anima. Invece di crollare, la squadra si compatta attorno al suo riferimento offensivo: Antonio Di Nardo. L’attaccante si carica il peso del reparto sulle spalle e, tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa, firma una doppietta da antologia che gela il pubblico empolese. Il 2-2 è un inno alla resilienza, un manifesto di identità tattica che sfida la logica dell’inferiorità numerica. Il Pescara preme, morde le caviglie e sfiora addirittura il sorpasso clamoroso con Bettella, che vede il suo urlo strozzato in gola da un palo che trema ancora.
Ma il calcio è uno sport cinico. Proprio quando il miracolo sembrava possibile, i fantasmi dei calci piazzati tornano a bussare. Al 65’, ancora Shpendi trova la via del gol su una punizione battuta dalla trequarti: una fotocopia dei precedenti, con la difesa ferma a guardare. Il colpo di grazia arriva però all’80’ con una “follia collettiva” sintetizzata nel retropassaggio involontario di Letizia: un regalo che Fila deve solo scartare per il 4-2 definitivo.
È innegabile: a parità di uomini in campo, il copione della sfida sarebbe stato un altro. Ma i ‘se’ sono l’alibi di chi non sa vincere, e il Pescara oggi deve guardarsi allo specchio e analizzare con severità i propri peccati originali. Gestione emotiva deficitaria e una gestione imbarazzante delle palle inattive sono i macigni che hanno affondato una prestazione altrimenti eroica.
Il rammarico aumenta esponenzialmente guardando gli altri campi. È stata una grande occasione sprecata, poiché quasi tutte le dirette concorrenti per la salvezza non hanno centrato i tre punti. Poteva essere lo snodo cruciale della stagione, il momento perfetto per compiere quel salto di qualità necessario a lasciare finalmente, dopo mesi, l’ultimo posto in classifica.
Tuttavia, nonostante la beffa, non bisogna abbattersi: la squadra è viva, ha mostrato carattere e un’identità precisa anche nel caos. Ora c’è la sosta per ricaricare le pile e correggere le sbavature difensive; la testa deve andare subito alla prossima, delicatissima trasferta di Reggio Emilia, dove servirà la stessa anima vista a Empoli, ma con molta più lucidità.
Il Tabellino

EMPOLI (4-3-1-2): Fulignati, Curto, Guarino, Lovato, Moruzzi, Magnino, Yepes (46′ Ghion), Degli Innocenti (28′ Haas), Saporiti (63′ Bianchi), Shpendi (84′ Ignacchiti), Popov (46′ Fila).
A disposizione: Perisan, Candela, Romagnoli, Obaretin, Ebuehi, Ceesay, Nasti.
Allenatore: Caserta.
PESCARA (4-3-2-1): Saio, Letizia (82′ Gravillon), Capellini, Bettella, Cagnano, Valzania (74′ Olzer), Brugman, Caligara (67′ Berardi), Acampora, Insigne, Di Nardo (82′ Russo).
A disposizione: Brondbo, Profeta, Altare, Oliveri, Corbo, Brandes, Meazzi.
Allenatore: Gorgone.

Reti: 9′ e 65′ Shpendi (E), 33′ Lovato (E), 41′ e 47′ Di Nardo (P), 80′ Fila (E).
Diego Schiazza