Fondi per la fusione dei Comuni, Sospiri smentisce: “Nessun taglio, notizia non vera”

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Nessun rischio per i fondi destinati alla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. A chiarire la vicenda è il presidente del Consiglio regionale dell’Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che smentisce categoricamente le ricostruzioni circolate nelle ultime ore su un presunto taglio delle risorse.

“Quando la penna corre più veloce degli occhi arriva la svista”, afferma Sospiri, spiegando che i 150 milioni di euro previsti per la fusione — da erogare in 15 anninon sono mai stati cancellati dal Governo. Né, precisa, l’emendamento indicato come responsabile porterebbe la firma della deputata di Fratelli d’Italia Lucaselli.

Secondo la ricostruzione fornita dal presidente del Consiglio regionale, l’unico emendamento sottoscritto da Lucaselli è il 4.161, che interviene esclusivamente sui termini temporali di un comma di legge, sostituendo le parole “entro sessanta giorni” con “entro settantacinque giorni”. Ben diverso, invece, l’emendamento 4.162, che proponeva la soppressione dell’erogazione dei fondi per i dieci anni successivi alla fusione e l’abrogazione di un comma aggiuntivo: un testo che porta la firma di tre deputati del Partito democratico — De Maria, Bonafé e Guerra — e non è mai arrivato in aula.

Determinante, in questo senso, il ruolo del presidente della Prima Commissione, Nazario Pagano, che ha dichiarato inammissibile l’emendamento 4.162, escludendolo dal fascicolo parlamentare. “Il tentativo di boicottare la fusione è miseramente fallito”, rimarca Sospiri, riferendo di un colloquio diretto con Pagano che ha consentito di chiarire definitivamente i fatti.

“Vogliamo pensare che si tratti davvero di una svista, di un errore di lettura — aggiunge — piuttosto che imputare al clima della campagna elettorale la diffusione di una bufala tanto clamorosa”. In caso contrario, conclude Sospiri, “il Pd dovrebbe spiegare ai cittadini perché sta cercando di affossare, senza riuscirci, il processo democratico di fusione dei tre Comuni, tentando di scaricare la responsabilità sul centrodestra”.

La linea, dunque, è netta: i fondi restano, il percorso istituzionale della fusione prosegue e l’allarme lanciato nelle scorse ore viene archiviato come privo di fondamento.