Guerra in Medio Oriente, fino a 200 milioni di danni per le imprese abruzzesi

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Pescara, 20 marzo 2026 – Il Presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Lorenzo Dattoli, esprime forte preoccupazione per gli effetti economici che il conflitto in Medio Oriente sta producendo sul sistema produttivo regionale. L’area mediorientale rappresenta infatti un mercato strategico per l’export abruzzese: nel 2024 le esportazioni complessive hanno raggiunto 9,3 miliardi di euro, con una quota tra il 4% e il 5% destinata ai Paesi dell’area, pari a un valore compreso tra 400 e 450 milioni. Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Israele assorbono da soli oltre 300 milioni di euro di prodotti abruzzesi.

“I segnali che arrivano dalle imprese – afferma Dattoli – indicano un rallentamento della domanda e crescenti difficoltà operative legate all’instabilità geopolitica. È un contesto che rischia di incidere in modo significativo sulla competitività del nostro sistema produttivo”.

I settori più esposti sono quelli trainanti dell’economia regionale: automotive e componentistica della Val di Sangro, macchinari industriali, agroalimentare (pasta, vino, trasformati) e chimico‑farmaceutico. Le criticità emergono attraverso diversi canali: calo della domanda nei Paesi coinvolti, aumento dei costi di trasporto dovuto alle rotte alternative e al rincaro dei carburanti, rischio di insolvenza nei pagamenti internazionali e incremento dei costi assicurativi sulle spedizioni.

Le prime stime indicano un possibile calo dell’export del 10%, pari a circa 43 milioni di euro. In uno scenario più severo, il danno complessivo potrebbe raggiungere i 200 milioni, con impatti rilevanti soprattutto sulle imprese esportatrici più strutturate e sulle filiere maggiormente internazionalizzate. Il quadro si inserisce in una fase già complessa per l’economia regionale, che tra il 2022 e il 2025 ha sostenuto costi indiretti compresi tra 400 e 650 milioni di euro a causa della guerra in Ucraina, dell’aumento dei costi energetici e del rincaro delle materie prime.

“Le imprese abruzzesi hanno dimostrato una forte capacità di resilienza – conclude Dattoli – ma il protrarsi delle tensioni internazionali richiede attenzione costante e politiche di supporto mirate. Diventa strategico diversificare i mercati di sbocco, ridurre la dipendenza energetica e sostenere la competitività delle filiere”.

Confindustria Abruzzo Medio Adriatico continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e a supportare le imprese nelle attività di internazionalizzazione e nella gestione dei rischi legati ai mercati esteri. Dal 16 al 19 febbraio una delegazione dell’Associazione ha partecipato a una missione istituzionale in Libano, finalizzata al rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali nell’area.