Il Delfino ruggisce all’Adriatico, salvezza a un passo

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Quella che solo un mese fa sembrava un’utopia, oggi ha i contorni nitidi di una realtà possibile. Il Pescara schianta la Virtus Entella con un 3-0 perentorio che non ammette repliche, portandosi a soli due punti dalla zona salvezza. Una serata di grazia allo Stadio Adriatico-Cornacchia, dove il cinismo tattico si è fuso con la pura classe individuale, regalando ai tifosi biancazzurri una speranza che profuma di impresa.
Non è stato un Pescara travolgente sul piano del palleggio, ma è stato un Pescara letale. La squadra ha saputo soffrire e attendere, colpendo con una precisione chirurgica. La partita si sblocca al 20′ grazie a Cagnano, bravo a capitalizzare un assist illuminante.
Nonostante un calcio non sempre brillante, il Delfino ha saputo “mettere in ghiaccio” la pratica già prima dell’intervallo. Al 43′, è Fabrizio Caligara a raddoppiare: una conclusione che spegne le velleità liguri e manda le squadre negli spogliatoi sul 2-0. Due tiri nello specchio, due reti. È questo il cinismo che serve per salvarsi.
Se il collettivo ha messo la sostanza, Lorenzo Insigne ci ha messo la poesia. Vederlo giocare oggi è stato uno spettacolo per chiunque ami questo sport: dribbling e tunnel a ripetizione che hanno ridicolizzato la difesa avversaria, visione di gioco spaziale, con lanci millimetrici e cambi di campo che hanno dettato i tempi della manovra. Dopo aver dispensato assist per tutta la gara, Insigne ha trovato anche la gioia personale segnando il gol del definitivo 3-0 al 56′.
Per la prima volta in campo per tutti i 90 minuti, l’ex Napoli ha dimostrato di essere il vero game changer di questa categoria, alzando l’asticella della qualità tecnica dell’intera squadra.
Ottima la preparazione del match e la gestione della panchina da parte del Mister Gorgone, con un turnover ragionato che ha permesso di rifiatare senza perdere equilibrio. Ecco il quadro dei cambi effettuati:
Giacomo Olzer al posto di Caligara (64′)
Flavio Russo per Di Nardo (65′)
Julian Brandes per Acampora (70′)
Andreaw Gravillon al posto di Letizia (80′)
Graziani per Valzania (84′)
La difesa è rimasta impermeabile, portando a casa un’altra porta inviolata fondamentale per il morale e la classifica.
Per di più, i risultati degli altri campi hanno dato una spinta ulteriore: il distacco dalla salvezza diretta si è assottigliato drasticamente. Se il Pescara continuerà a mostrare questo volto, solido dietro, spietato davanti e illuminato dal talento di Insigne, il miracolo sportivo è dietro l’angolo. Il pubblico pescarese ha ripreso a sognare e, dopo una prestazione così, ne ha tutto il diritto.
Diego Schiazza