
Si interrompe a un passo dal traguardo la corsa verso i tre punti del Pescara, che in terra ciociara vede sfumare una vittoria fondamentale. Il 2-2 finale non è solo il verdetto del campo, ma il riassunto di una gara dominata per lunghi tratti e poi compromessa da un finale rocambolesco. Resta l’amaro in bocca per gli 800 sostenitori abruzzesi che hanno colorato il settore ospiti dello stadio “Stirpe”: partiti con grandi speranze, tornano a casa con il rammarico di un successo accarezzato e svanito proprio quando il cronometro sembrava un alleato.
L’approccio della compagine di Giorgio Gorgone è impeccabile. Pronti via e, dopo appena centoventi secondi, il Pescara è già avanti: assist di Acampora per Di Nardo, che con un fendente preciso trafigge Palmisani. Nonostante l’immediata uscita di Faraoni per infortunio (sostituito da Altare), l’assetto biancazzurro non ne risente. Al 33’, il copione si ripete: cross di Brugman e ancora Di Nardo si fa trovare pronto per il raddoppio, siglando lo 0-2 tra le vibranti proteste locali.
Il primo tempo si chiude dopo un recupero infinito di 11 minuti, durante i quali il VAR strozza in gola l’urlo del gol al Frosinone e un legno salva Saio sulla conclusione di Cichella. Nella ripresa, il Pescara sembra gestire con maturità, malgrado la scelta tecnica di lasciare Insigne per l’intera durata del match in panchina, un mancato impiego che ha destato curiosità tra gli addetti ai lavori vista l’esperienza dell’attaccante in fasi così delicate.
Il castello difensivo crolla all’82’: un intervento scomposto di Altare su Calò costa al difensore l’espulsione diretta e concede il penalty ai padroni di casa. Calò trasforma con freddezza accorciando le distanze. L’assedio finale dei ciociari culmina al 93′ quando Raimondo, sugli sviluppi di una palla inattiva, trova la zampata del definitivo 2-2.
Il pareggio, per quanto ottenuto in rimonta, assume un sapore agrodolce se proiettato sulla corsa salvezza. Se da un lato il punto mosso in classifica garantisce continuità, dall’altro i risultati delle dirette concorrenti impongono di non abbassare la guardia. In una giornata dove i club invischiati nella lotta per non retrocedere hanno raccolto punti pesanti, il Pescara ha sprecato l’occasione per distanziarsi definitivamente dalle zone calde.
La salvezza resta l’obiettivo prioritario e, sebbene la prestazione tecnica per 80 minuti sia stata di alto livello, la gestione dell’inferiorità numerica e la mancata chiusura del match con le rotazioni offensive lasciano a Gorgone diversi spunti di riflessione per le prossime sfide decisive.
Il Tabellino
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; A. Oyono, Calvani, Cittadini (37’ pt Gelli), Marchizza; Cichella, Calò; Ghedjemis, Koutsoupias, Kvernadze; Zilli. All. Alvini.
PESCARA (4-3-2-1): Saio; Faraoni (4’ pt Altare), Capellini, Bettella, Cagnano; Valzania (1’ st Olzer), Brugman, Acampora (76’ Brandes); Berardi, Meazzi (76’ Russo); Di Nardo. All. Gorgone.
Marcatori: 2’ pt e 33’ pt Di Nardo (P), 83’ rig. Calò (F), 93’ Raimondo (F).
Diego Schiazza