La presunta “cura Telese” non dà risultati: copie in calo e malumori in redazione

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A oltre un anno dall’arrivo del nuovo direttore, il progetto di rilancio di una storica testata regionale sembra non aver raggiunto gli obiettivi prefissati. I dati più recenti della certificazione Ads ‒ la società indipendente che monitora le tirature e le vendite dei quotidiani in Italia ‒ mostrano una tendenza al ribasso nelle copie distribuite e vendute, nonostante gli interventi messi in campo dal management editoriale.
Stando alle rilevazioni ufficiali, nel settembre 2024 ‒ primo mese dopo l’insediamento del nuovo direttore ‒ la tiratura superava le 9.000 copie, con circa 6.600 copie vendute tra edicola e digitale. A settembre 2025 la situazione si era già deteriorata (inferiore a 6.550 copie vendute), e a dicembre 2025, ultimo dato disponibile, si attesta attorno alle 6.363 copie, di cui poco più di 5.200 vendute in edicola.
Questi numeri, se letti da soli, raccontano essenzialmente una flessione percentuale contenuta su base annua. Tuttavia, diventano significativi contestualizzati rispetto alle aspettative iniziali di rilancio: era stata proprio la proprietà a puntare sull’arrivo del nuovo direttore per invertire la rotta in un mercato editoriale sempre più complicato.
Tra le iniziative adottate figurano un restyling grafico della testata — con l’utilizzo dei colori legati alla regione di riferimento — e l’organizzazione di eventi editoriali sul territorio. Tuttavia, tali mosse non hanno portato gli aumenti di lettori auspicati e, secondo alcune fonti interne, non avrebbero neppure migliorato in modo significativo l’engagement con il pubblico giovanile, spesso distante dai formati tradizionali.
Allo stesso tempo, nella redazione si registrano tensioni crescenti. Secondo quanto riferito da più giornalisti interni, la convivenza tra chi faceva parte del “vecchio” organico e i nuovi arrivi legati alla gestione direttoriale non sarebbe del tutto armoniosa. Il dissenso su alcune scelte editoriali ha portato anche ad alcune uscite dalla testata e a lettere di dimissioni motivate da ragioni professionali.
Questa situazione si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per l’editoria italiana in generale. Secondo dati recenti dell’Osservatorio Agcom e delle principali rilevazioni sulle vendite di quotidiani, il settore vive una fase di forte contrazione delle copie vendute, sia cartacee che digitali, con trend negativi costanti negli ultimi anni.