Era una partita da vincere e l’avversario faceva tremare i polsi: un Bari in grande forma, reduce da sette punti nelle ultime tre gare, due delle quali ottenute in trasferta.
Il Pescara si è schierato con Saio in porta, linea difensiva composta da Gravillon, Capellini, Bettella e Cagnano. A centrocampo Caligara, Brugman e Valzania, con Insigne e Acampora alle spalle di Di Nardo. Il Bari di Moreno Longo ha risposto con Cerofolini tra i pali, difesa a quattro con Mantovani, Odenthal, Pucino e Nikolaou, Maggiore, Artioli e Dorval in mediana, Moncini unica punta supportato da De Pieri e Rao.
La partita è iniziata con 15 minuti di ritardo a causa di un problema tecnico al VAR, dinanzi a 9.807 spettatori, di ci 6.952 paganti. Dopo il riscaldamento di rito, le squadre sono tornate nuovamente in campo per un secondo riscaldamento e l’ingresso ufficiale c’è stato alle 19.42, accompagnato da una coreografia imponente e dal coro “Gente di Mare” intonato dai tifosi biancazzurri.
Via alle 19.45. Il Bari si rende pericoloso al 7′ con Dorval, che conclude di prima intenzione mandando fuori di poco. Il Pescara risponde al 10′ con una buona combinazione tra Insigne e Acampora, che calcia al volo senza trovare la porta.
Al 14′ arriva il vantaggio biancazzurro: lancio lungo di Cagnano dalla sinistra, Di Nardo controlla e incrocia di destro battendo Cerofolini. È il suo decimo gol stagionale, tutti su azione. Al 20′ Acampora sfiora il raddoppio su assist di Insigne, ma l’azione viene fermata per un fuorigioco dubbio.
Il Pescara continua a spingere, mentre il Bari prova a reagire senza precisione. Al 31′ Acampora impegna Cerofolini con un tiro velenoso, poi Insigne ha una doppia occasione al 33′ senza riuscire a concretizzare. Al 39′ Maggiore atterra Valzania in area: rigore per il Pescara. Insigne trasforma con freddezza per il 2-0.
Nel recupero, Di Nardo serve Insigne che calcia alto da buona posizione. Si va al riposo con i biancazzurri meritatamente avanti.
La ripresa si apre con un altro episodio decisivo: al 2′ Di Nardo approfitta di un errore difensivo del Bari e firma il 3-0. Al 7′ Acampora sfiora ancora il gol, mentre Esteves risponde per il Bari con un tiro alto all’8′. Valzania impegna Cerofolini al 9′, poi Insigne al 10′ sfiora il sette con un tiro a giro.
Al 12′ arriva il 4-0: Di Nardo calcia, Cerofolini respinge corto e Valzania è il più rapido a ribadire in rete. Seguono diversi cambi per entrambe le squadre, con Gorgone costretto a sostituire Valzania e Acampora per crampi.
Il Pescara continua a creare occasioni: Insigne al 26′ entra in area ma non riesce a superare il portiere. Meazzi, appena entrato, sfiora il gol al 29′. Cagnano ci prova da fuori al 31′, palla alta. Nel finale il Bari tenta qualche conclusione dalla distanza con Cistana, senza impensierire Saio.
Al 42′ Di Nardo cerca la tripletta, ma Cerofolini blocca. Dopo pochi minuti arriva il triplice fischio: il Pescara vince 4-0 e firma una delle prestazioni più convincenti della stagione.
Per contro il Bari è apparso svogliato, privo di mordente e grinta. Sempre primi i biancazzurri sulle seconde palle, pressing, circolazione della palla più veloce. Il tutto con Brugman e Insigne che hanno mandato in porta gli attaccanti che è una bellezza, primo tra tutti un Antonio Di Nardo commovente per impegno, forza fisica, dedizione, capacità di sacrificarsi persino nella fase difensiva. E con quello di oggi sono undici i gol realizzati con la casacca biancazzurra e senza rigori. Un bottino sul quale nessuno avrebbe potuto scommettere ad inizio anno e che l’attaccante napoletano potrebbe incrementare nelle partite che restano da qui a fine campionato.
Bene anche tutti gli altri, con una menzione speciale per Gravillon che, al netto di qualche sbavatura, si è spesso distinto, specie in fase di ripartenza.
Il Pescara è vivo ed ha convinto, per contro un Bari al di sotto delle aspettative, specie considerando il bottino delle ultime tre gare.
La prossima puntata del film biancazzurro andrà in segna da Bolzano. E c’è da scommettere che gli uomini di Gorgone saranno accompagnati dalla solita, nutritissima, schiera di tifori.
Ne vedremo delle belle, ne siamo certi.
Alessio Di Carlo
