Sofia: «Disagi infiniti sulla A14, ma a pagare sono sempre imprese e cittadini»
PESCARA – Il nuovo anno si apre con un aumento dei pedaggi autostradali che non passa inosservato, soprattutto in Abruzzo. Dal 1° gennaio, infatti, è scattato l’adeguamento tariffario dell’1,5% lungo gran parte della rete nazionale, compresa la A14 Adriatica gestita da Autostrade per l’Italia. Un rincaro che, secondo la Cna Abruzzo, rappresenta «la beffa dopo il danno» per imprese e cittadini già provati da anni di disagi.
A denunciarlo è Bernardo Sofia, presidente regionale della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale dell’associazione, che punta il dito contro una decisione «applicata in modo burocratico, senza alcuna considerazione per chi l’autostrada la utilizza ogni giorno per lavorare».
Secondo Sofia, il provvedimento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti non tiene conto della situazione reale lungo la tratta Abruzzo–Marche della A14, dove i cantieri di manutenzione straordinaria si trascinano da anni, generando rallentamenti, code, rischi per la sicurezza e costi aggiuntivi per le aziende di trasporto. «Non si intravede la fine dei lavori – osserva – e intanto le imprese devono fare i conti con ritardi quotidiani che incidono pesantemente sull’organizzazione e sui bilanci».
A complicare ulteriormente il quadro, sottolinea la Cna, ci sono le procedure «complesse e farraginose» per ottenere i ristori legati ai ritardi causati dai cantieri. «Il rischio concreto – afferma Sofia – è che tutto si traduca in un nulla di fatto, mentre i rincari sono immediati e certi».
Il presidente ricorda inoltre che il settore dell’autotrasporto sta già affrontando un’altra stangata: l’aumento delle accise sul gasolio deciso dal governo, che si somma ai maggiori costi operativi e ai tempi di percorrenza dilatati.
Nelle scorse settimane, Cna Fita Abruzzo e Usarci – l’associazione che rappresenta agenti e rappresentanti di commercio – hanno presentato un dossier dettagliato sugli effetti economici dei disagi autostradali. Un documento che, secondo Sofia, avrebbe dovuto essere preso in considerazione prima di procedere con gli aumenti. «I dati raccolti dimostrano in modo chiaro l’impatto negativo dei cantieri infiniti sulla competitività delle imprese. Ignorarli è stato un errore».
La Cna Abruzzo chiede ora che il governo e gli enti regolatori rivedano il meccanismo degli adeguamenti tariffari, introducendo criteri che tengano conto delle condizioni reali delle infrastrutture e dei disagi subiti dagli utenti abituali.
