Sondaggio CNA sul 2026: piccole imprese abruzzesi tra incertezza diffusa e segnali di fiducia

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Sondaggio CNA sul 2026: piccole imprese abruzzesi tra incertezza diffusa e segnali di fiducia

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Un clima sospeso tra timori e aspettative positive. È questo il quadro che emerge dal sondaggio condotto dal Centro studi della CNA sulle prospettive del 2026, che ha coinvolto 2.352 imprese in tutta Italia e restituisce una fotografia articolata delle micro e piccole realtà produttive abruzzesi.

L’elemento dominante resta l’incertezza. Secondo l’indagine, il 63% degli imprenditori abruzzesi dichiara di guardare al futuro con forte prudenza: un dato superiore alla media nazionale del 58% e secondo valore più alto in assoluto dopo il Piemonte. «La grande incertezza è il comun denominatore delle risposte», sottolinea la CNA nella nota che accompagna il sondaggio, evidenziando come, a livello territoriale, l’area del pessimismo prevalga su quella degli ottimisti.

Le preoccupazioni emergono con particolare evidenza sul fronte dell’export. Solo il 23,3% delle imprese abruzzesi si dice propenso a guardare ai mercati esteri, contro una media nazionale del 28,3%. Un dato che riflette il peso degli attuali scenari geopolitici internazionali, percepiti come instabili e rischiosi. Una cautela più marcata rispetto a regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Lombardia, dove l’orientamento verso l’estero appare decisamente più solido.

Il quadro cambia però quando l’attenzione si sposta sulle prospettive interne delle aziende per il 2026. Solo il 14,3% degli imprenditori abruzzesi prevede un anno peggiore rispetto al precedente, a fronte di una media nazionale del 26,1%. Al contrario, il 22,1% si attende risultati positivi, con un saldo tra ottimisti e pessimisti pari a +7,8%. Un dato che rende l’Abruzzo la regione più fiduciosa d’Italia, considerando che a livello nazionale il saldo resta negativo (-10,6%).

«L’area dell’incertezza è talmente ampia da far pensare che le micro e piccole imprese saranno costrette a navigare a vista, valutando di volta in volta la strategia più efficace», commenta Bernardo Sofia, presidente della CNA Abruzzo. «Alla luce di quanto emerge dal sondaggio – aggiunge – vanno potenziate tutte le misure idonee a rafforzare le nostre imprese: dall’accesso al credito agli strumenti per favorire la vocazione all’export, fino al rafforzamento dei processi di innovazione. Per questo è indispensabile un forte sostegno da parte delle istituzioni, Regione in testa».

Un messaggio chiaro, che affida al 2026 il ruolo di banco di prova decisivo per la tenuta e la crescita del tessuto produttivo abruzzese, chiamato a muoversi in uno scenario complesso ma non privo di opportunità.