Di Nardo ne fa 11, la salvezza passa per il fortino Adriatico
Se c’era un momento per ruggire e dichiarare al campionato che il Delfino non ha intenzione di affogare, quel momento era stasera. Sotto le luci dell’Adriatico, abbiamo assistito a una masterclass di resilienza e cinismo tattico. Il 4-0 inflitto a un Bari stordito non è solo un risultato rotondo: è un manifesto programmatico per la permanenza in categoria.
A fare da cornice a questa impresa, un dato che emoziona: 9.807 spettatori. Un numero elevatissimo, quasi eroico, per una squadra che occupa l’ultimo posto in classifica; la dimostrazione plastica che il popolo biancazzurro non solo non ha mollato, ma crede fermamente nel miracolo.
Il Pescara ha dominato grazie a una fluidità verticale e una densità in zona palla che hanno mandato in corto il sistema difensivo pugliese. Decisivo in questo senso l’innesto di Lorenzo Insigne: un colpo di mercato che sta portando qualità da vendere e una gestione dei ritmi fuori categoria, capace di alzare il livello di fiducia di tutto l’undici di casa.
13’ – Rottura degli equilibri: Cagnano ispira splendidamente con un tracciante che taglia fuori la linea difensiva; Di Nardo aggredisce lo spazio e, con una bellissima volée incrociata, batte il portiere sul palo lungo. Un gesto tecnico di categoria superiore per coordinazione e tempismo.
40’ – Raddoppio glaciale: Al termine di una manovra avvolgente nello stretto, Maggiore atterra un attaccante biancazzurro in area. Dal dischetto si presenta proprio Lorenzo Insigne: esecuzione perfetta, penalty trasformato con classe e precisione estrema per il 2-0 che chiude il primo tempo.
47’ – Ipoteca sul match: In avvio di ripresa, il Pescara capitalizza una transizione positiva fulminea. Ancora Di Nardo si invola in contropiede, brucia il diretto marcatore e firma la sua personale doppietta con un tocco chirurgico.
56’ – Poker e sentenza: Su una respinta corta della difesa ospite, Valzania si avventa sul pallone e il suo tap-in vincente chiude definitivamente i conti, trasformando l’Adriatico in una bolgia.
Bisogna alzarsi in piedi per Antonio Di Nardo. Arrivato tra lo scetticismo, stasera ha toccato quota 11 gol: una cifra che polverizza ogni aspettativa estiva. La sua terza doppietta consecutiva certifica uno stato di grazia assoluto. Se il Pescara oggi respira e vede i play-out a soli 4 punti, lo deve in gran parte alla sua straordinaria ferocia agonistica e alla simbiosi tecnica nata con Insigne.
Mancano 9 partite, 27 punti sul piatto. Per evitare la retrocessione diretta e scavalcare le ultime tre posizioni, la quota sicurezza richiede circa 18 punti (media di 2 a partita).
IN CASA (12 punti potenziali): Virtus Entella, Sampdoria, Juve Stabia, Spezia. Quattro match in cui l’identità biancazzurra e il calore dei quasi diecimila di stasera devono produrre il bottino pieno.
FUORI CASA (15 punti potenziali): Südtirol, Empoli, Reggiana, Carrarese, Padova. Cinque trasferte dove la solidità mostrata stasera sarà il pilastro per strappare i punti necessari.
Il Pescara è vivo. Non è più tempo di calcoli timidi, è tempo di aggredire il destino. Con un Di Nardo in questo stato, la classe infinita di un Insigne ritrovato e un pubblico da categoria superiore, la salvezza è possibile. Avanti Delfino!
Diego Schiazza
