La copia angolana della “Madonna incinta” e il progetto di restauro

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Il dipinto a olio su tavola raffigurante la Madonna incinta di Gesù fu commissionato da Giovanni Battista Branconio, protonotaro apostolico, su volontà del padre Marino, che lo destinò alla chiesa di San Silvestro all’Aquila. Nel 1655 l’opera venne requisita dal viceré di Napoli, don García de Avellaneda y Haro, che la donò al sovrano Filippo IV di Spagna. Giunta alla corte di Madrid, la tavola fu infine trasferita al monastero dell’Escorial, dove è tuttora conservata.

La copia presente a Città Sant’Angelo raffigura, oltre alla Madonna, Santa Elisabetta, San Gioacchino e San Giuseppe. Secondo alcune fonti, sarebbe stata realizzata da Andrea del Sarto, uno dei più fedeli discepoli di Raffaello Sanzio, proprio nel periodo in cui l’originale si trovava a L’Aquila. Rimane invece irrisolto il percorso che portò la tela nella chiesa di San Francesco a Città Sant’Angelo, dove oggi è custodita.

L’opera, che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di numerosi appassionati e studiosi – anche grazie all’eco mediatica legata al ritorno dell’originale a L’Aquila – necessita ora di un intervento di restauro. Non solo per le operazioni di pulitura e conservazione, ma anche per approfondire la questione attributiva e chiarire definitivamente la paternità della copia. L’amministrazione comunale è pronta ad attivarsi per reperire i fondi necessari a restituire alla tela il suo antico splendore.

«In questi giorni, in cui si parla molto del ritorno a L’Aquila della Visitazione di Raffaello, ci piace ricordare che una copia del dipinto è conservata a Città Sant’Angelo» spiega l’assessore alla Cultura Guerino De Bonis. «Le visite sono numerose e siamo certi che aumenteranno ulteriormente grazie alla risonanza che si è creata. Il nostro impegno è lavorare per arrivare a un restauro della tela, con cui vorremmo anche sciogliere i dubbi intorno al suo autore».