
“La morte di Ivan Il’ič” è un libriccino di profonda denuncia sociale, sulla condizione umana del 1800, scritto da Lev Tolstoj. Direi ancora molto attuale, soprattutto utile.
Una critica sull’attaccamento ai beni materiali. Un affronto alla società borghese che nasconde la vita autentica dietro l’apparenza.
Ivan apprende solo attraverso la sua malattia di quanto la sua vita fosse stata vuota, ipocrita e finta.
Scopre che non contano più i suoi ricercati orpelli o il prestigio economico, ma contano invece gli affetti, i sentimenti quelli veri e autentici.
Solo con la malattia entra in contatto con la vita vera.
Nessuno lo comprende o gli presta attenzione, tranne l’unica figura positiva che spicca nella narrazione, il suo servo Gerasim.
Gerasim si prenderà cura di lui con tenerezza e comprensione, fino al termine della sua sofferenza.
Una narrazione che fa riflettere.
E mi viene da chiedermi: noi, nella nostra vita, diamo la priorità agli affetti?
Ci sentiamo persone “vere”?
Parliamone nei commenti, vi aspetto!