Montesilvano, inaugurato il XIX° anno dell’Università della Terza Età: cultura, AI e inclusione sociale

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Montesilvano, 26 settembre 2025 – Si è svolta questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Montesilvano, la cerimonia di inaugurazione del XIX° anno accademico dell’Università Popolare della Terza Età. L’evento ha segnato l’avvio di un nuovo ciclo formativo e culturale, con un programma che intreccia tradizione e innovazione, riflessione filosofica e impegno sociale.

La cerimonia si è aperta con un’esibizione musicale del trio composto da Romeo Petraccia (clarinetto), Core Rosaria e Gianluca De Luca (pianoforte), seguita dalla prolusione della professoressa Loredana Marchetti sul tema “La vecchiaia nella filosofia romana”, un percorso che ha ripercorso il pensiero di Cicerone e Seneca come eredità per il presente.

Tra gli interventi, don Paolo Curioni (assistente ecclesiastico), lo storico Mario Giunco, il docente universitario Raffaele Bonanni e l’assessore alle politiche sociali Corinna Sandias hanno approfondito i temi centrali dell’anno accademico: la filosofia della terza e quarta età, il ricordo della tragedia di Marcinelle a 70 anni dall’evento, e il contrasto all’isolamento sociale che colpisce circa il 36% della popolazione anziana.

Il sindaco Ottavio De Martinis ha portato i saluti istituzionali, sottolineando il ruolo dell’Università Popolare come “faro di cultura e socializzazione” per la città. Presenti anche Gabriella Di Mascio, dirigente dell’ITC “E. Alessandrini”, accompagnata dagli studenti della classe 3^D indirizzo informatico, e Vincenzo Traniello, segretario generale Pensionati CISL Abruzzo e Molise.

Il presidente Giuseppe Tini ha illustrato le novità del programma 2025–2026, che include:

  • Percorsi di dialogo intergenerazionale in collaborazione con l’Istituto “E. Alessandrini”
  • Un laboratorio di filosofia dedicato al benessere cerebrale e alla stabilità emotiva
  • Un laboratorio sull’intelligenza artificiale, con riflessioni su etica, algoritmi e regolamenti europei

«Le sfide del presente ci spingono a innovare – ha dichiarato Tini – stimolando mente e spirito, perché la vera giovinezza è la capacità di continuare a imparare e relazionarsi».