Pescara, 27 settembre 2025 – Confindustria Abruzzo Medio Adriatico rilancia con forza il valore della Zona Economica Speciale unica (ZES) come strumento decisivo per lo sviluppo del Mezzogiorno e la competitività del sistema produttivo italiano. L’approvazione dell’emendamento governativo che istituisce il nuovo Dipartimento per il Sud presso Palazzo Chigi, incaricato di gestire le politiche di sviluppo e l’operatività della ZES, segna l’inizio di una nuova fase che, secondo l’associazione, deve essere guidata da continuità, stabilità e visione di lungo periodo.
«Le imprese abruzzesi hanno bisogno di tempi certi e procedure snelle – ha dichiarato Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo e Abruzzo Medio Adriatico –. Il modello ZES unica ha funzionato: iter autorizzativi chiari, credito d’imposta e semplificazioni hanno creato un ambiente favorevole agli investimenti. Qualsiasi interruzione rischia di rallentare la crescita proprio nel momento in cui il sistema produttivo mostra vitalità».
In Abruzzo, i benefici della ZES si sono concretizzati in oltre 100 richieste di autorizzazioni uniche e investimenti per circa 260 milioni di euro (fonte Svimez), con ricadute significative sull’occupazione. I settori più coinvolti sono agroalimentare, moda, aerospace, meccatronica, chimica-farmaceutica, ICT e logistica.
La regione, che rappresenta l’8,2% del valore aggiunto del Mezzogiorno (36,2 miliardi di euro), si distingue per una struttura produttiva fortemente industriale, con 7.962 imprese manifatturiere, oltre 72.000 occupati e 9,3 miliardi di euro di export. Per preservare questo sistema, Confindustria chiede una visione strategica e il rifinanziamento del credito d’imposta per almeno tre anni.
«Il Mezzogiorno – e l’Abruzzo in testa – sta contribuendo in modo decisivo alla crescita del Paese – ha aggiunto Dattoli –. Il rischio è che si inceppi un meccanismo virtuoso proprio ora. Serve una governance stabile e una struttura operativa che continui a garantire tempi rapidi e certezza normativa».
L’auspicio è che il Governo, nel definire l’operatività del nuovo Dipartimento, mantenga intatta l’efficacia del modello ZES e ne rafforzi ulteriormente le potenzialità, a beneficio dell’intero sistema produttivo meridionale.
