Pineta Dannunziana: la denuncia della Consigliera Artese, “Una riserva senza governo, terra di nessuno”

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PESCARA – “La Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana è una terra di nessuno”. È l’accusa forte e chiara lanciata dalla Consigliera Caterina Artese del Gruppo Misto, che in un comunicato stampa diffuso il 12 dicembre 2025 denuncia l’assenza di un ente gestore per l’area protetta, priva di direzione e rappresentanza dal 2009.

La situazione è tornata alla ribalta in occasione della presentazione ai consiglieri comunali di un progetto per la realizzazione di una rotatoria nel tratto finale di Via Pantini-Via Nazionale Sud, zona ad alto traffico. Il progetto, già autorizzato dalla Soprintendenza e dalla Regione, prevede l’abbattimento degli ultimi sei Pini d’Aleppo presenti in quel settore della Riserva.

“Si tratta di alberi isolati, testimoni di un bosco perduto, portatori di un germoplasma forestale antico e irripetibile – afferma Artese –. Avrebbero bisogno di protezione, non di essere sacrificati per un’opera viaria”.

La Consigliera sottolinea come, nonostante le autorizzazioni formali, manchi quella dell’Ente-Riserva, semplicemente perché non esiste. “Siamo in una situazione di delega diffusa, dove nessuno è formalmente responsabile. È anarchia istituzionale”.

Artese critica duramente anche le modalità di gestione post-incendio del 2021, che hanno portato all’eliminazione dei germogli spontanei nati tra i 17mila-20mila pini bruciati. “Avremmo già un boschetto di Pini d’Aleppo alto 10-15 metri. Invece, abbiamo perso habitat, nicchie ecologiche, specie rare e una fauna caratteristica”.

La richiesta è quella di istituire un Ente tecnico-scientifico che rappresenti la Riserva, un organo consultivo obbligatorio, anche se non vincolante. “Non è vero che non è mai esistito – precisa Artese –. Le carte del Comune attestano che si è riunito dal 2001 al 2009. Eppure, oggi nemmeno un accesso agli atti riceve risposta”.