Menna: “Bene l’apertura al turismo motoristico, ma il metodo è sbagliato”

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Il consigliere regionale Vincenzo Menna è intervenuto in Consiglio regionale sulla modifica alla legge dedicata al mototurismo, trasformata dalla maggioranza in una norma sul “turismo motoristico”. Una scelta che, secondo Menna, riprende l’impostazione da lui proposta oltre un anno fa, ma attraverso un percorso istituzionale che definisce “inaccettabile”.

Menna ha ricordato come la sua proposta di legge, presentata nel dicembre 2024, fosse rimasta ferma in Commissione senza che venissero svolte le audizioni annunciate. «Accolgo positivamente il cambio di visione: ampliare il mototurismo al turismo motoristico è una scelta corretta e in linea con quanto avevo indicato. Ma il problema è il metodo», ha dichiarato. «Oggi arriva un emendamento che ricalca quella visione, senza confronto e privato degli elementi più qualificanti. Non è un percorso istituzionale corretto».

Tra le criticità evidenziate, Menna ha citato l’assenza di misure per l’inclusione delle persone con disabilità, il mancato sostegno ai mezzi ecologici, la mancanza di una copertura finanziaria definita e l’assenza di una strategia sulla sicurezza stradale. «È stata presa la cornice, ma non il progetto», ha osservato.

Nel suo intervento Menna ha chiamato in causa anche il Presidente della Regione, Marco Marsilio, ricordandone la nota passione per le auto d’epoca. «Proprio per questo sorprende che si accetti una modifica così incompleta, quando le potenzialità del turismo motoristico per l’Abruzzo sono enormi».

Un passaggio è stato dedicato anche al Presidente della Commissione, Nicola Campitelli: «Le audizioni non sono mai state calendarizzate e oggi arriva in Aula un testo che ricalca la mia proposta. Un modus operandi che purtroppo conosco bene».

Menna ha concluso sottolineando che la questione non riguarda la paternità politica della norma, ma il rispetto delle procedure e la qualità delle politiche pubbliche. «Se davvero si vuole fare del turismo motoristico un volano di sviluppo, la maggioranza abbia il coraggio di completare il lavoro. Altrimenti resterà solo un’operazione di facciata».