PESCARA – Il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, interviene sul dibattito nazionale riguardante le possibili modifiche alla Zes Unica, invitando istituzioni e decisori politici a procedere con prudenza per non compromettere i risultati già ottenuti e le aspettative generate nei territori del Mezzogiorno.
Secondo i dati regionali, in Abruzzo sono 52 i progetti autorizzati nell’ambito della Zes Unica: 16 nel 2024 e 36 nel 2025. La maggior parte riguarda ampliamenti di attività produttive già esistenti (28 interventi), a conferma del fatto che lo strumento è stato recepito dalle imprese come leva per consolidare e potenziare siti industriali già operativi.
Lombardo sottolinea come la Zes Unica, nata per superare la frammentazione delle precedenti zone economiche speciali regionali, stia mostrando la propria efficacia soprattutto sul fronte della semplificazione amministrativa e dell’attrazione degli investimenti. Tuttavia, avverte, ogni ipotesi di revisione deve tenere conto delle fragilità strutturali del Mezzogiorno, che la Zes è stata concepita per compensare: infrastrutture insufficienti, debolezza del tessuto produttivo, difficoltà di accesso al credito e lentezze amministrative.
Accanto all’interesse dei grandi gruppi industriali e logistici, cresce anche l’utilizzo dello strumento da parte delle piccole e medie imprese locali, che vedono nella Zes un’occasione per innovare, modernizzare gli impianti e rafforzare la competitività. Per Lombardo, questo doppio livello di partecipazione è essenziale affinché la Zes Unica non diventi un meccanismo di sviluppo episodico, ma contribuisca a generare occupazione stabile e di qualità.
Tra le ipotesi di modifica in discussione c’è anche quella di spostare il baricentro della Zes dalla leva fiscale a quella amministrativa. La Uil riconosce l’importanza di semplificazione, digitalizzazione e riduzione dei tempi autorizzativi, ma richiama l’attenzione sugli effetti differenziati che tali misure potrebbero produrre se non accompagnate da un adeguato rafforzamento delle capacità amministrative locali.
“La Zes Unica è una scelta strategica di politica economica e territoriale – conclude Lombardo –. È legittimo interrogarsi sul suo futuro, ma ogni intervento deve essere ponderato, per non indebolire uno strumento che sta iniziando a produrre risultati concreti. La priorità resta quella di preservare la centralità del Mezzogiorno, rafforzare la governance e garantire stabilità e continuità nel tempo, inserendo la Zes in una più ampia strategia di sviluppo di lungo periodo.”
