Teramo, Di Antonio torna all’Istituto “Alessandrini-Marino” per incontrare gli studenti

0
175

Teramo, 24 settembre 2025 – Martedì 23 settembre, l’Auditorium dell’Istituto “Alessandrini-Marino” di Teramo ha ospitato un evento speciale: il ritorno del ricercatore Marco Di Antonio, ex studente dell’Istituto e oggi professore associato all’Imperial College di Londra, noto per le sue scoperte nel campo della biologia molecolare e della ricerca oncologica.

L’incontro, rivolto agli studenti degli indirizzi Chimica e Odontotecnico, ha visto la partecipazione di docenti storici dell’Istituto, tra cui Ermanno Cianci, Annamaria D’Agostino, Franco Di Simone e il preside Angelo Sperandio, con cui Di Antonio ha condiviso un commovente abbraccio. Presenti anche Raffaele Falone, presidente del Rotary Club Teramo, e Pasquale Pilotti, docente in quiescenza del Dipartimento di Chimica.

Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati e della dirigente dell’ambito scolastico provinciale Clara Moschella, Di Antonio ha tenuto una lectio dal titolo “Tutti i nodi vengono al pettine: come cambia il nostro DNA quando invecchiamo”, illustrando le sue ricerche sui meccanismi molecolari che influenzano la resistenza alla chemioterapia e lo sviluppo della SLA. In particolare, ha presentato la scoperta del ruolo delle strutture di DNA a quadrupla elica (G-Quadruplex) nella formazione di aggregati neuronali, aprendo nuove prospettive terapeutiche.

Il ricercatore ha incoraggiato gli studenti a credere nelle proprie capacità e a coltivare ambizione e dedizione, dimostrando come anche da un istituto tecnico si possa intraprendere una carriera scientifica internazionale. L’intervento è stato seguito da un vivace dibattito con domande e riflessioni da parte degli studenti.

«Una giornata indimenticabile per il nostro Istituto» ha dichiarato la dirigente Fatigati, che ha omaggiato Di Antonio con una targa e una litografia dell’artista Enea Cetrullo. Clara Moschella ha sottolineato il valore formativo dell’incontro: «La cultura è l’unico capitale che ognuno porterà con sé per tutta la vita».