Chieti, 25 marzo 2026 – La sentenza emessa ieri mattina dalla Corte dei Conti chiarisce in modo definitivo l’origine del dissesto finanziario del Comune di Chieti, attribuendone la responsabilità all’amministrazione guidata dall’ex sindaco Umberto Di Primio. A diffondere la nota è il Partito Democratico cittadino, che sottolinea come il pronunciamento della magistratura contabile smentisca le ricostruzioni circolate negli ultimi mesi.
Secondo quanto riportato dal PD, la Corte ha escluso qualsiasi colpa grave a carico dell’attuale amministrazione guidata da Diego Ferrara, riconoscendo che il sindaco ha ereditato una situazione di “profondo squilibrio” e che si è attivato tempestivamente attraverso strumenti tecnici come il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. La sentenza evidenzia inoltre la coerenza dell’azione amministrativa rispetto al contesto ereditato.
Di segno opposto il giudizio sulla precedente gestione. La Corte dei Conti ha accertato responsabilità amministrative in capo all’ex sindaco Di Primio, ravvisando colpa grave e disponendo una sanzione economica e un’interdizione di dieci anni dalle cariche pubbliche. Nel dispositivo si richiamano anni di mancati interventi, l’assenza di misure straordinarie come il predissesto e una gestione definita come “deliberata inazione” rispetto ai doveri di risanamento.
Il PD sottolinea come la sentenza descriva un modello amministrativo basato sul rinvio dei problemi, sull’accumulo di debiti fuori bilancio, sul ricorso costante alle anticipazioni e sulla mancanza di una strategia strutturale. Un approccio che, secondo il partito, ha inciso profondamente sulla situazione finanziaria della città e che oggi impone una riflessione sulle scelte future.
«Il dissesto non è responsabilità dell’attuale amministrazione, né può essere considerato un problema collettivo», si legge nella nota. «Nasce prima dell’arrivo del sindaco Ferrara e solo riconoscendo la verità sarà possibile costruire una città che non debba più pagarne il prezzo».
