LEA, D’Alfonso: “Abruzzo terzultima, la sanità pubblica è al collasso”

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Doctors at hospital working with other doctor. Healthcare medical and doctor staff services.

Pescara, 10 ottobre 2025 – «L’Abruzzo dei festival e dei ritiri milionari è anche l’Abruzzo delle rinunce sanitarie»: con queste parole l’On. Luciano D’Alfonso commenta i dati diffusi dalla Fondazione GIMBE, che collocano la Regione al 18° posto nazionale per l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Un risultato che, secondo il parlamentare, certifica il fallimento del sistema sanitario pubblico abruzzese.

L’indagine, basata su criteri di medicina fondata sulle evidenze, ha rilevato gravi insufficienze in due delle tre aree monitorate: prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale. Peggiorato rispetto al 2022, il punteggio del 2023 conferma l’inadempienza dell’Abruzzo secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG).

«La signora Maria che non riesce a prenotare una mammografia urgente, o Giovanna che attende da mesi un’ecografia, sono il volto quotidiano di un sistema che non funziona» denuncia D’Alfonso. Il dato GIMBE, secondo l’ex presidente della Regione, non è solo statistico ma sociale: il 12% dei cittadini rinuncia alle cure perché non riesce ad accedere ai servizi, nonostante esenzioni o ticket.

Particolarmente critica la situazione dell’assistenza distrettuale: medicina di base, continuità assistenziale, assistenza domiciliare e farmaceutica. «Intere aree interne sono scoperte, ambulatori chiusi, pediatri assenti anche nei centri più grandi. Le famiglie sono costrette a diventare caregiver, abbandonando il lavoro per assistere i propri cari.»

D’Alfonso invita a considerare l’indagine GIMBE come un campanello d’allarme: «Il disavanzo sanitario è una bomba a orologeria. È tempo di aprire quel cassetto e affrontare i numeri dei disservizi. La sanità pubblica deve tornare a essere un diritto, non un privilegio per pochi.»