ROMA – Sono oltre 5,2 milioni gli italiani affetti da psoriasi, artrite psoriasica, dermatite atopica e vitiligine, patologie cutanee infiammatorie croniche che, nonostante la loro diffusione e gravità, restano escluse dal Piano Nazionale della Cronicità. A denunciarlo è Apiafco – Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza – che amplia il proprio impegno includendo anche dermatite atopica e vitiligine, accanto alle storiche battaglie per psoriasi e artrite psoriasica.
«Queste malattie non hanno le stesse cure né le stesse origini, ma sono tutte croniche, recidive e socialmente invalidanti», afferma la presidente Valeria Corazza. «Condividono la necessità di una presa in carico multidisciplinare e meritano pari dignità all’interno delle politiche sanitarie nazionali.»
L’esclusione dal Piano Nazionale della Cronicità, secondo Apiafco, rappresenta una grave lacuna. «Sono patologie complesse, spesso accompagnate da comorbidità, e non possono essere ridotte a semplici “macchioline” – prosegue Corazza –. Il dermatologo deve poter dialogare con altri specialisti per offrire una cura completa, perché la pelle non è l’unico organo coinvolto.»
La presidente sottolinea anche l’impatto sociale ed economico di queste malattie: «Siamo tanti e facciamo paura perché costiamo. Ma curare una persona non è una spesa, è un investimento. Questi pazienti hanno una vita, un lavoro, vogliono partecipare alla società. Non si può ignorarli solo perché non si muore di queste patologie.»
Apiafco ribadisce il diritto alla qualità della vita per tutti i cittadini e chiede un riconoscimento formale per queste malattie, che colpiscono anche zone sensibili come viso, mani e genitali, con conseguenze profonde sulla sfera relazionale e psicologica. «Non siamo questuanti – conclude Corazza –. Contribuiamo al sistema sanitario e meritiamo attenzione. Se non si muore, non è giusto nemmeno vivere una vita da cani.»
In occasione della Giornata mondiale della dermatite atopica, il 14 settembre, l’associazione lancia una campagna con l’immagine di cinque supereroi a difesa della pelle. «Ci trasformiamo in supereroi della Marvel – dice Corazza – per proteggere chi soffre di queste quattro patologie e per chiedere che siano finalmente considerate dalla sanità pubblica.»
