Montesilvano, operazione “Rider”: arresti per stupefacenti, coinvolti anche due minorenni

0
192

MONTESILVANO – All’alba di oggi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesilvano hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un giovane montesilvanese e di due fratelli tunisini residenti a Pescara. Due degli indagati sono stati condotti in carcere, mentre uno dei fratelli è stato sottoposto all’obbligo di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria. Le misure sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Pescara, Dott. Gianluca De Rensis, su richiesta del Sostituto Procuratore Dott. Varone.

L’inchiesta, denominata “Operazione Rider”, ha visto il coinvolgimento anche di due minorenni, già destinatari di provvedimenti cautelari di collocamento in comunità, emessi dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila su richiesta della Sostituta Procuratrice Dott.ssa D’Egidio. L’indagine è stata condotta congiuntamente dalle Procure di Pescara e dell’Aquila, proprio per la rilevanza del ruolo svolto dai minori nel traffico di stupefacenti.

Il nome dell’operazione non è casuale: i minorenni agivano come veri e propri “rider” della droga, incaricati delle consegne per conto degli indagati maggiorenni. Le accuse principali sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravate dalla circostanza di aver coinvolto soggetti minori di 18 anni e dalla destinazione delle sostanze a persone di età inferiore.

L’indagine ha preso avvio dopo l’arresto in flagranza, il 9 ottobre 2024, di uno degli indagati, trovato in possesso di 2,1 kg di marijuana nascosti in un garage preso in affitto. All’interno dello stesso locale sono stati rinvenuti involucri vuoti che avevano contenuto fino a 50 kg di droga, tra marijuana, hashish e cocaina. L’analisi dei telefoni sequestrati ha permesso ai Carabinieri di ricostruire la rete di approvvigionamento e distribuzione, grazie anche alle immagini delle panette di droga e ai simboli identificativi.

Il sistema di spaccio si basava su una rete di comunicazione via Telegram, con un’area operativa che si estendeva da Teramo a Ortona. I minorenni, dotati di biciclette elettriche a noleggio, raggiungevano scuole e piazze per effettuare le consegne. In caso di maltempo, venivano accompagnati in auto dai maggiorenni, con istruzioni precise su come comportarsi in caso di controlli: dovevano dichiararsi autostoppisti.

Secondo le stime dei Carabinieri, in soli due mesi il gruppo avrebbe incassato circa 50.000 euro, frutto dello smercio di almeno 22 kg di sostanze stupefacenti. Le indagini proseguono per definire ulteriori responsabilità e per circoscrivere l’intera rete criminale.