Teramo, 21 ottobre 2025 – Una mattinata intensa e partecipata quella vissuta all’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore “Forti” di Teramo, dove martedì 21 ottobre si è svolto uno degli appuntamenti della XXXIII edizione del Premio nazionale “Paolo Borsellino”, promosso dall’ETS “Società Civile” con il patrocinio della Regione Abruzzo.
Protagonista dell’incontro è stato don Aniello Manganiello, parroco di Scampia, noto per il suo impegno contro la camorra e per la promozione della legalità. Davanti agli studenti e alle studentesse dei poli scolastici “Pascal-Comi-Forti” e “Delfico-Montauti”, don Aniello ha raccontato la sua esperienza pastorale in uno dei quartieri più difficili di Napoli, sottolineando il valore delle scelte consapevoli e il ruolo della comunità nel contrasto alla criminalità organizzata. «Ho scelto Scampia per abbattere i muri tra la gente e le istituzioni», ha detto, ricordando le minacce subite e i giovani strappati alla devianza.
A seguire, l’Associazione di promozione sociale “Fuori Posto” ha portato in scena l’omonimo spettacolo, accolto con entusiasmo dal pubblico. Attraverso musica, danza e letture, sono state raccontate storie di persone ai margini, lontane dagli stereotipi mediatici, ma ricche di forza e autenticità. Il motto condiviso dagli interpreti – «siamo ciò che siamo e non quello che gli altri vorrebbero vedere di noi» – ha guidato una narrazione intensa e corale.
Tra i temi affrontati: disabilità, ageismo, bullismo, body shaming, malattia e diversità. A dare voce a queste esperienze: Francesco Coccia, Romina Topitti, Ilaria Polverini, Luca Strappelli, Sonia Di Giuseppe, Anna Di Paolantonio, Aurora Rocchetti, Mattia Gregori e Miriam Scarpone. Il contributo organizzativo di Marina Cifà, Riccardo Cioschi, Giovanni Di Ferdinando e Alessandro Neri ha reso possibile l’evento.
«Le esperienze di vita valgono più di uno smartphone. L’apertura verso l’altro è la chiave del cambiamento», ha affermato Luca Strappelli. La dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati ha sottolineato come l’iniziativa abbia segnato l’avvio del curricolo di educazione civica per l’anno scolastico, ribadendo il valore dell’inclusione come responsabilità educativa primaria.