L’AS Roma e l’anno dei record

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di Pierpaolo Di Carlo

Dopo il 3 a 1 rifilato ieri sera dalla Roma al Genoa di Capitan Futuro, è arrivato il momento di fare due conti: ottantadue punti in un anno solare non sono un traguardo che capita per caso.

Sono il risultato di una continuità rara, di una visione tecnica coerente e di una gestione umana capace di tenere insieme un gruppo in un contesto competitivo e spesso emotivamente instabile come quello romano. Nel 2025, l’AS Roma ha vissuto una delle sue stagioni più solide dell’ultimo decennio, e il merito va diviso tra due figure che, pur profondamente diverse per stile e filosofia, hanno saputo incidere in modo complementare: Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini.

Ranieri, chiamato ancora una volta a rimettere ordine in un ambiente scosso, ha portato ciò che da sempre rappresenta il suo marchio di fabbrica: equilibrio, serenità, pragmatismo. La Roma che ha ereditato aveva bisogno di una guida paterna, di qualcuno capace di abbassare i toni, ricompattare lo spogliatoio e restituire fiducia ai giocatori chiave. Ranieri non ha mai cercato rivoluzioni, ma ha lavorato sulle certezze: una difesa più corta, un centrocampo ordinato, una gestione delle energie che ha permesso alla squadra di non crollare nei momenti critici. I suoi mesi sulla panchina giallorossa hanno rappresentato la base su cui costruire il resto dell’anno: senza quella stabilizzazione iniziale, difficilmente la Roma avrebbe potuto spiccare il salto successivo.

Poi è arrivato Gasperini, con la sua idea di calcio verticale, aggressiva, feroce. Un cambio di passo netto, ma non traumatico, perché il gruppo era stato preparato proprio da Ranieri a ritrovare fiducia e responsabilità. Gasperini ha portato intensità, coraggio, un’identità tattica riconoscibile. Ha trasformato la Roma in una squadra capace di imporre il proprio ritmo, di pressare alto, di creare occasioni in serie. Alcuni giocatori, considerati marginali, sono stati rigenerati; altri, già protagonisti, hanno trovato una dimensione ancora più dominante. La Roma ha iniziato a correre, a segnare, a credere di poter competere con chiunque.

Il risultato è stato un anno solare da 82 punti, un dato che racconta più di mille analisi: racconta la continuità tra due tecnici diversi ma complementari, la capacità di Ranieri di costruire fondamenta solide e quella di Gasperini di edificare sopra di esse un calcio moderno, ambizioso e spettacolare. Racconta anche la maturazione di un gruppo che ha imparato a soffrire e poi a dominare, a gestire e poi a osare.

In un calcio che spesso vive di estremi – o tutto bene o tutto male – la Roma del 2025 dimostra che i risultati migliori nascono dalla somma di competenze diverse, dalla capacità di valorizzare ciò che si eredita e di migliorarlo senza stravolgerlo. Ranieri e Gasperini, ognuno con il proprio stile, hanno scritto insieme un capitolo importante della storia recente giallorossa. E gli 82 punti non sono solo un numero: sono la prova che, quando la visione tecnica incontra la gestione umana, anche a Roma si può costruire continuità.