Pescara-Entella: oltre il rettangolo verde, una città a caccia di riscatto

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Dimenticate la retorica del mare e del vento: Pescara stasera è un voltaggio elettrico che corre tra i palazzi e l’asfalto della riviera, cercando una scarica che solo il prato dell’Adriatico sa restituire. Contro l’Entella non si gioca per la classifica, si gioca per decodificare l’umore di una città che non accetta più di restare in modalità stand-by. È un glitch nel sistema che dobbiamo correggere, ora.
Veniamo da un periodo di chiaroscuri. Le recenti prestazioni hanno mostrato una squadra capace di solidità difensiva, ma che fatica a trovare quel cinismo necessario per chiudere le partite. Il tecnico Gorgone, nel post-partita contro il Südtirol, è stato chirurgico: “Meritavamo la vittoria, ora resettiamo per l’Entella”. Parole che pesano come macigni in una piazza che vive di emozioni forti e che vede nel calcio uno specchio delle proprie ambizioni di riscatto.
L’Entella arriva in Abruzzo con la consapevolezza di chi sa soffrire. I liguri, reduci da prestazioni altalenanti ma sempre insidiosi nelle ripartenze, cercheranno di sfruttare le praterie che il Pescara, per natura e spinta del pubblico, tende a concedere. Ma questa sfida va oltre la tattica: è una questione di appartenenza.
Mister Gorgone sembra orientato a confermare l’assetto che ha dato garanzie nelle ultime uscite, puntando sull’estro di Insigne e la fisicità di Di Nardo. Dall’altra parte, Chiappella risponde con un modulo equilibrato, affidandosi all’esperienza di Tiritiello dietro e all’imprevedibilità di Cuppone (un ex mai dimenticato) davanti.
PESCARA (4-3-3):
Portiere: Saio
Difesa: Letizia, Capellini, Bettella, Cagnano
Centrocampo: Valzania, Brugman, Caligara
Attacco: Insigne, Di Nardo, Acampora
Allenatore: Gorgone
VIRTUS ENTELLA (4-4-2):
Portiere: Colombi
Difesa: Parodi, Tiritiello, Marconi, Di Mario
Centrocampo: Bariti, Karic, Franzoni, Squizzato
Attacco: Tirelli, Cuppone
Allenatore: Chiappella
La città chiede ai suoi ragazzi non solo i tre punti, ma una prova di carattere che possa riaccendere l’entusiasmo di una tifoseria che, nonostante le sofferenze, non ha mai fatto mancare il proprio supporto.
Il fischio d’inizio di Ivano Pezzuto non segnerà solo l’avvio di una partita, ma l’inizio di una battaglia di nervi e cuore. Perché a Pescara, il calcio non è mai “solo” un gioco. È vita.
Diego Schiazza