Polonia e Ucraina: nasce la cooperazione per un’“armata di droni” e la nuova difesa europea

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di Simona Carucci | 

La dichiarazione del Primo Ministro polacco Donald Tusk, rilasciata nel corso della conferenza di Rzeszów, segna un passaggio rilevante nell’evoluzione della cooperazione militare tra Polonia e Ucraina, con l’annuncio di un piano congiunto volto alla costruzione di una vera e propria armata di droni, elemento ormai centrale nel dominio del controllo dei cieli nei conflitti contemporanei.

Tusk ha sottolineato di essere orgoglioso che il partner in questa iniziativa sia il paese che oggi possiede la maggiore esperienza operativa in questo ambito, facendo esplicito riferimento al know-how maturato da Kyiv nel corso di quattro anni di guerra ad alta intensità, evidenziando come il piano polacco per lo sviluppo dei sistemi unmanned attingerà direttamente all’esperienza sul campo di battaglia ucraina e alle competenze tecniche acquisite in condizioni di guerra reale, definendo tale patrimonio di conoscenze come unico nel panorama internazionale e precisando che la cooperazione tra Varsavia e Kyiv ha già dato vita a un modello operativo bilaterale in cui entrambe le parti contribuiscono in modo strutturato, sul piano strategico.

Tusk ha inoltre affermato che la Polonia deve dotarsi di un’armata di droni non solo per continuare a sostenere l’Ucraina nel conflitto, ma anche per garantire un livello credibile di deterrenza e sicurezza nazionale, consentendo di rassicurare la popolazione polacca sulla capacità dello Stato di difendere il proprio spazio aereo e territoriale.

La conferenza di Rzeszów rappresenta, inoltre, l’avvio formale dei preparativi per la Ukraine Recovery Conference, descritta come il più grande evento globale dedicato alla ricostruzione dell’Ucraina e prevista per giugno a Danzica, inserendosi in un contesto più ampio di rafforzamento della cooperazione europea in materia di difesa. Una settimana fa, 21 aprile, sia la Francia sia la Polonia hanno annunciato un ampliamento significativo della collaborazione strategica comprendente deterrenza nucleare, capacità satellitari militari, esercitazioni congiunte, sviluppo dell’industria della difesa e condivisione dell’intelligence, elementi che delineano una crescente integrazione operativa tra alleati europei nel quadro della sicurezza euro-atlantica.

Infine Tusk ha evidenziato come il conflitto in Ucraina abbia consentito a paesi come la Polonia di compiere un salto tecnologico e dottrinale, accelerando in modo significativo lo sviluppo delle capacità militari e permettendo di superare intere fasi evolutive tradizionali, con particolare riferimento all’integrazione dei sistemi autonomi e alla trasformazione delle forze armate in chiave multi-dominio.
Fonte Interlegere.eu