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      Baldini, Pescara, i pescaresi e la pescaresità

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      Un’annata folle, piena di sogni e di magie

      di Valerio De Carolis

      Oggi è ancora più bello. Riparto da quel lunghissimo silenzio di qualche nano secondo che divide la parata con la mano destra di Plizzari e il boato di uno stadio che si è reso conto, in quell’esatto momento, di essere tornato in serie B. Un silenzio che parla fortissimo perché è l’attimo in cui un incantesimo si manifesta davvero nella vita reale. Una promozione insperata per qualcuno, ma per chi invece ha vissuto e creduto a Baldini da luglio 2024, non poteva che essere solo quello l’epilogo. Questa è in assoluto la promozione più bella di sempre, anche più di quella di Zeman. Lo so, scomodo un santo, ma lo penso davvero. Lì c’erano 4/5 fenomeni mondiali che volavano da soli, qui, invece, c’erano solo il sogno e la magia. Nell’era dell’intelligenza artificiale, nella quale tutto sembra potersi realizzare con le certezze di internet e dei suoi algoritmi, credo che anche l’IA avrebbe faticato a ipotizzare una finale così. Anzi, non ci sarebbe riuscita perché non è alimentata da un fattore chiamato magia. Baldini, dal primo giorno, ha promesso di riportare in B il Pescara e lo ha fatto. Ricordo le sue conferenze piene di metafore, piene di vita, piene di natura, di insegnamenti, di uomini, di sogni e di magia. E quando una persona come Baldini ti parla in quei termini, si possono fare solo due cose: credergli o non credergli. Io gli ho creduto e non ho mai smesso di farlo. Per fare qualcosa di straordinario, ci si affida sempre a una guida, credibile, vera, onesta, innamorata, appassionata e che soprattutto capisca le persone. Ecco, Baldini ha capito cos’è Pescara, cosa sono i pescaresi e qual è la mentalità di questa città. Io non ho avuto la fortuna né di nascere né di crescere a Pescara, ma l’ho scelta dal primo giorno. Mi ha fatto sentire subito un suo figlio e ho ripagato questa accoglienza, decidendo di passare il resto della mia vita qui. Perché Pescara, parafrasando il Vate Gabriele d’Annunzio, è vita e sogno. Qui tutto è possibile e anche la magia, che si credeva potesse appartenere alle storie raccontate ai bambini prima di addormentarsi, è diventata realtà. E ora sta a voi se crederci oppure no. Ma tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di saBato!

      Fonte Forzapescara.com

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