Nuova Pescara, tra ritardi e ipocrisie: Pettinari denuncia lo stallo del processo di fusione

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PESCARA – “Come affossare la Nuova Pescara”: è questo il titolo provocatorio del comunicato diffuso da Domenico Pettinari, consigliere comunale di opposizione nel capoluogo adriatico, che torna a puntare il dito contro le gravi inefficienze e le ambiguità che stanno rallentando il processo di fusione tra i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Un progetto ambizioso, sancito dalla legge regionale, che avrebbe dovuto vedere la luce il 1° gennaio 2027, ma che oggi appare sempre più lontano.

Durante le recenti commissioni consiliari, il responsabile dell’Ufficio Fusione, Marco Molisani, ha ammesso pubblicamente ciò che molti temevano: la data del 2027 è tecnicamente irrealizzabile. Eppure, nessuno ha ancora avuto il coraggio di proporre un emendamento che sposti ufficialmente il termine al 2029. Una verità scomoda che, secondo Pettinari, continua a essere ignorata per convenienza politica.

A complicare ulteriormente il quadro, la notizia della nomina dello stesso Molisani a Direttore Generale di Ambiente SPA solleva interrogativi sul futuro della struttura tecnica che dovrebbe guidare la fusione. Pettinari denuncia il rischio di ulteriori ritardi dovuti al passaggio di consegne e alla mancanza di una visione chiara e condivisa.

Nel comunicato, il consigliere evidenzia come settori strategici quali bilancio, politiche sociali e pianificazione territoriale siano stati compromessi da anni di clientelismo e gestione opaca. In particolare, la nuova variante del Piano Stralcio Difesa Alluvioni (PSDA) avrebbe messo in crisi le mire espansionistiche di alcune lobby edilizie, frenando il consumo di suolo e generando tensioni tra interessi privati e pianificazione pubblica.

“Una tempesta perfetta”, la definisce Pettinari, che rischia di affondare definitivamente ogni velleità di fusione entro il 2027. E mentre si avvicinano appuntamenti decisivi, come il vertice con il presidente della Regione Marco Marsilio previsto per luglio, il clima resta segnato da indecisioni, rinvii e pressappochismo. “Un’amministrazione – conclude Pettinari – dove l’improvvisazione sembra essere diventata la regola.”