Io, Mario e lo Scuro

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Tra memoria, passione e verità: il biliardo secondo Mario Papini in un libro gustosissimo

di Paolo De Carolis

PESCARA- Certe sintonie nascono senza sforzo, quasi per affinità elettiva. È quello che accade leggendo Se questo sport volesse vincere, il libro con cui Mario Papini – icona del biliardo italiano – apre le porte del suo mondo con naturalezza e misura, proprio come il suo toscano elegante e garbato lascia intuire fin dalle prime righe.
Pubblicato nel novembre 2025 da Masso delle Fate, con prefazione di Maurizio Cavalli, il volume (circa 150 pagine) è molto più di un memoir sportivo: è un viaggio dentro sessant’anni di biliardo all’italiana, ma anche dentro un’Italia che cambia, osservata dal punto di vista privilegiato dei circoli, del panno verde, delle amicizie e delle rivalità.
Un affresco rinascimentale del biliardo
Papini costruisce, in una quindicina di capitoli, un racconto che ha il respiro dell’affresco rinascimentale: ampio, stratificato, vivido. Firenze – quella del secondo Novecento – diventa scenografia naturale di una narrazione in cui si intrecciano storie, aneddoti e personaggi che sconfinano spesso nel cinema e nella letteratura.
Il biliardo, però, resta il centro gravitazionale. Non solo disciplina sportiva, ma luogo dell’anima, seconda casa, spazio di formazione umana prima ancora che tecnica. Ed è proprio questa dimensione intima che rende il libro accessibile anche a chi non frequenta il tavolo verde.
Tra ironia e critica civile
Non manca una vena polemica, mai sopra le righe. Papini osserva con lucidità il “palazzo” del biliardo, mettendone in luce limiti e contraddizioni. Ma lo fa con uno stile tipicamente toscano: ironico, salace, sempre elegante. La sua è una critica civile, che non distrugge ma invita a migliorare, ricordando che ogni sistema umano è perfettibile.
Il capitolo che resta
Tra i passaggi più intensi spicca il ritratto di Marcello Lotti, figura complessa e affascinante, maestro e rivale, amico e antagonista. Un rapporto che supera i confini dello sport e trova una suggestiva eco nel cinema, con il riferimento a Io, Chiara e lo Scuro di Francesco Nuti. Qui la narrazione si fa quasi cinematografica, restituendo al lettore tutta la profondità emotiva di un legame irripetibile.
Una lettura che va oltre lo sport
La forza del libro sta nella sua capacità di parlare a tutti. Anche chi non ama il biliardo troverà in queste pagine un diario del cuore, scritto con una prosa limpida e coinvolgente. Papini non racconta solo un gioco: racconta una vita, un’epoca, un modo di stare al mondo.
E alla fine, resta la sensazione di aver incontrato non solo un grande interprete del biliardo, ma un testimone autentico di un’Italia che, forse, non c’è più — ma che grazie a libri come questo continua a vivere.