Pescara, 11 settembre 2025 – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pescara ha eseguito il sequestro preventivo di un noto stabilimento balneare della riviera pescarese, nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria su delega della Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pescara.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’intero complesso – comprensivo di bar, ristorante, arenile e attrezzature – sarebbe stato oggetto di una duplice operazione societaria finalizzata a eludere le pretese dei creditori. Lo stabilimento, inizialmente trasferito dalla società fallita a un’altra senza alcun corrispettivo, è stato successivamente ceduto a una nuova impresa costituita ad hoc, a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato, stimato in circa due milioni di euro.
La manovra avrebbe permesso di schermare una distrazione patrimoniale attraverso l’interposizione di un soggetto giuridico terzo, consentendo la prosecuzione dell’attività sotto la gestione di una società molisana, con un ingente danno economico per la società originaria e un grave pregiudizio per i creditori.
I finanzieri hanno inoltre riscontrato anomalie nei flussi finanziari e nelle registrazioni contabili, tra cui movimentazioni di cassa non giustificate, prelievi irregolari e storni di posizioni debitorie, che avrebbero causato ulteriori danni patrimoniali per circa due milioni di euro.
Sulla base degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto sussistente un grave quadro indiziario nei confronti di cinque soggetti, indagati per bancarotta fraudolenta e documentale a vario titolo.
