Alla Camera dei deputati un appello per gli studenti iraniani

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Prof. Giuseppe Iuliano, On. Giulia Pastorella, On. Benedetto della Vedova, Valerio Federico, già Tesoriere di +Europa e di Radicali Italiani, On. Roberto Giachetti, l'On. Marianna Madia

Funaro e Federico guidano una mobilitazione trasversale del mondo politico, accademico e culturale

È stato presentato ieri alla Camera dei deputati un articolato appello promosso da Serafina Funaro, avvocato, e Valerio Federico, già tesoriere nazionale di +Europa e Radicali Italiani, per chiedere una presa di posizione chiara e coordinata del sistema universitario italiano e delle istituzioni europee di fronte alla repressione che sta colpendo studenti e personale accademico in Iran. L’iniziativa – presentata, oltre che dai firmatari, dal Prof. Giuseppe Iuliano, dall’On. Giulia Pastorella, dall’On. Benedetto della Vedova, dall’On. Roberto Giachetti e dall’On. Marianna Madia – è sostenuta da un fronte ampio e trasversale di parlamentari, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, scrittori e personalità del mondo culturale, punta a riportare al centro dell’attenzione pubblica le gravi violazioni dei diritti fondamentali che stanno avvenendo nei campus iraniani.

Il documento ricostruisce una serie di episodi che hanno segnato gli ultimi mesi nelle università iraniane a partire dall’uccisione da parte delle forze di sicurezza, avvenuta l’8 gennaio scorso, all’Università di Teheran, di uno studente di ingegneria di 21 anni mentre cercava di soccorrere alcuni compagni feriti. Nelle città di Mashhad, Shiraz, Isfahan, Ahvaz e Tabriz, numerosi studenti sono stati arrestati all’interno di campus militarizzati; alcuni di loro, si legge nel testo, sono stati successivamente ritrovati senza vita.

Gli studenti hanno reagito con forme di protesta simboliche e non violente: si sono presentati a lezione vestiti di nero, hanno rifiutato di sostenere gli esami e hanno lasciato banchi vuoti in memoria dei compagni uccisi. In molti atenei si sono svolti raduni spontanei nei cortili, scanditi dal grido “giustizia!”.

A documentare la repressione sono anche organizzazioni indipendenti come HRANA e il Consiglio di Coordinamento delle Associazioni Sindacali degli Insegnanti iraniani, che hanno pubblicato liste di studenti – anche minorenni – uccisi o detenuti.

L’appello ricorda inoltre le prese di posizione delle istituzioni europee, con la dichiarazione dell’Alta Rappresentante UE del 9 gennaio 2026, che condanna violenze, intimidazioni e detenzioni arbitrarie, la risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio, che chiede la fine immediata della repressione e la condanna del 20 marzo da parte della Presidente della Delegazione per le relazioni con l’Iran, che denuncia il “drastico aumento delle esecuzioni”.

Il testo sottolinea come la libertà accademica sia riconosciuta come diritto fondamentale sia dalla Costituzione italiana (artt. 33 e 9) sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art. 13).

Funaro e Federico, insieme ai firmatari, chiedono alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e ai singoli atenei di Condannare pubblicamente la repressione contro studenti e personale accademico in Iran, Attivare servizi di ascolto e tutoraggio per gli studenti iraniani presenti in Italia, Adottare misure per agevolare il diritto allo studio degli studenti iraniani e Rafforzare i programmi di accoglienza internazionale, anche tramite reti come Scholars at Risk, Erasmus+ e Horizon Europe, con borse dedicate e procedure semplificate.

    L’obiettivo è mobilitare il sistema universitario italiano affinché esprima una solidarietà concreta e visibile.

    Ai livelli istituzionali dell’Unione Europea, l’appello chiede di proseguire e rafforzare il regime di sanzioni mirate contro individui e istituzioni ritenuti responsabili di violazioni gravi nei confronti degli studenti, della comunità accademica e dei civili iraniani.

    L’appello è sostenuto da un numero molto ampio di firmatari appartenenti a diversi ambiti, politici e professionali: Parlamentari italiani di +Europa, Italia Viva, Azione, Partito Democratico, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, Eurodeputati, Docenti universitari di numerosi atenei italiani, dalla Cattolica al Politecnico di Milano, dalla Sapienza all’Università di Genova, fino a Torino, Bologna, Napoli, Parma, Catania, Udine e altri, studiosi, ricercatori, storici, economisti, giuristi, personalità della cultura, tra cui Dacia Maraini, giornalisti e attivisti e rappresentanti della società civile.

    La pluralità dei firmatari, sottolineano i promotori, dimostra che la difesa dei diritti fondamentali e della libertà accademica è un tema che supera appartenenze politiche e disciplinari, mantenendo alta l’attenzione internazionale sulle violazioni dei diritti fondamentali in Iran e sollecitando una risposta istituzionale e accademica che non si limiti alla condanna, ma si traduca in misure concrete di sostegno agli studenti iraniani.

    adc