Piero Di Pietro, il campione che Loreto Aprutino non ha mai dimenticato

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di Paolo De Carolis

Piero c’è. Piero è vivo, nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Ci sono persone che lasciano un segno profondo nelle comunità in cui vivono, uomini capaci di distinguersi nello sport, nel lavoro e nella vita quotidiana. Piero Di Pietro era una di queste persone. A distanza di anni dalla tragedia di Rigopiano, che lo strappò all’affetto dei suoi cari insieme ad altre ventinove vittime, il suo ricordo continua a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto e apprezzato.

Loreto Aprutino si prepara a rendergli omaggio ancora una volta attraverso il Memorial a lui dedicato, in programma il 19 giugno allo stadio Simone Acciavatti. Un appuntamento che non rappresenta soltanto un evento sportivo, ma un momento di memoria collettiva e di gratitudine verso un uomo che ha saputo lasciare un’eredità umana e sportiva straordinaria.

Piero Di Pietro è stato un calciatore di grande valore, protagonista sui campi da gioco con professionalità, talento e spirito di sacrificio. Terminata la carriera agonistica, ha continuato a mettere il calcio al centro della propria vita, distinguendosi come allenatore preparato e appassionato, capace di trasmettere competenze tecniche e valori umani alle nuove generazioni.

Ma ridurre Piero soltanto alla sua dimensione sportiva sarebbe ingiusto. Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua umanità, la disponibilità verso gli altri, la capacità di instaurare rapporti sinceri e duraturi. Era un marito attento, un padre premuroso, un punto di riferimento per la sua famiglia e per l’intera comunità.

Anche nel lavoro ha lasciato un’impronta importante. Da dirigente dell’allora Arpa, oggi Tua, si è sempre distinto per serietà, competenza e dedizione. Colleghi e collaboratori ne ricordano ancora oggi la professionalità, il senso del dovere e la correttezza che hanno caratterizzato ogni fase del suo percorso professionale.

Per questo il Memorial rappresenta molto più di una partita di calcio. È il modo attraverso cui Loreto Aprutino sceglie di ricordare uno dei suoi figli migliori, celebrando uno dei grandi amori che hanno accompagnato la sua esistenza: il pallone. Sul terreno di gioco si ritroveranno amici, ex compagni, appassionati e cittadini accomunati dal desiderio di tenere vivo il ricordo di una persona speciale.

Perché il tempo può attenuare il dolore, ma non cancella l’esempio lasciato da uomini come Piero Di Pietro. E finché un pallone rotolerà sul prato dello stadio di Loreto Aprutino, il suo nome continuerà a essere pronunciato con affetto, rispetto e riconoscenza.

Il ricordo resta. E quello di Piero Di Pietro continua a essere più vivo che mai.