Pescara, comincia l’era Buscè: il Delfino sceglie idee, coraggio e voglia di risalita

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Il Pescara volta pagina e prepara la nuova ripartenza. Dopo una stagione chiusa con l’amarezza della retrocessione, il club biancazzurro ha individuato in Antonio Buscè il profilo giusto per provare a ricostruire identità, entusiasmo e ambizione. Non una scelta di facciata, ma una decisione che sembra voler indicare una direzione precisa: meno proclami, più lavoro; meno nostalgia, più campo.
Buscè arriva con un percorso tecnico ancora giovane, ma già ricco di passaggi significativi. Classe 1975, originario di Gragnano, ha alle spalle una lunga carriera da calciatore e quasi trecento presenze con l’Empoli, club nel quale ha poi costruito una parte importante della sua formazione da allenatore. Proprio nel settore giovanile empolese ha lasciato il segno, fino alla conquista dello scudetto Primavera nel 2021: un risultato che racconta bene la sua capacità di lavorare sui ragazzi, valorizzare il talento e costruire squadre con un’identità riconoscibile.
La sua carriera da tecnico tra i “grandi” è poi passata da Vibonese, Rimini e Cosenza. Con il Rimini ha alzato la Coppa Italia Serie C nella stagione 2024-2025, mentre nell’ultima esperienza a Cosenza ha condotto i calabresi al quarto posto nel girone C, centrando l’accesso ai playoff. Un percorso interrotto prima del previsto nella fase decisiva, ma sufficiente per confermare l’immagine di un allenatore preparato, competitivo e abituato a lavorare dentro campionati complessi.
A Pescara troverà un ambiente che conosce bene il peso delle aspettative. La Serie C non perdona distrazioni: è un torneo sporco, fisico, lungo, dove non basta avere una maglia importante per vincere. Servono fame, equilibrio, gestione dei momenti difficili e soprattutto una rosa costruita con coerenza. Per questo il rapporto con il direttore sportivo Pasquale Foggia sarà centrale. I due si conoscono dai tempi dell’Empoli, dove hanno condiviso anche lo spogliatoio da calciatori: un dettaglio che può agevolare il dialogo, ma che ora dovrà trasformarsi in scelte concrete.
Dal punto di vista tattico, Buscè viene spesso associato al 4-3-3, ma non è un tecnico prigioniero dei numeri. La sua idea di calcio dovrà adattarsi agli uomini che il mercato metterà a disposizione. Il Pescara ha bisogno di una squadra intensa, moderna, capace di attaccare senza perdere equilibrio e di ritrovare rapidamente connessione con il pubblico. L’obiettivo, inutile girarci intorno, sarà quello di tornare a competere per la Serie B.
La formula dell’accordo dovrebbe essere annuale, con rinnovo collegato alla promozione. Un segnale chiaro: fiducia, sì, ma dentro un percorso misurabile. Buscè non eredita soltanto una panchina, ma una piazza ferita che chiede risposte. Il suo compito sarà trasformare la delusione in energia, il rumore in metodo, la pressione in spinta.
Il Delfino riparte da qui: da un allenatore che non arriva per vendere slogan, ma per costruire. E in una stagione che dovrà cancellare in fretta le scorie del passato, potrebbe essere proprio questa la prima vera notizia.
Diego Schiazza