Il presidente del gruppo consiliare regionale “Marsilio Presidente”, Luciano Marinucci, lancia un appello pubblico per promuovere un riassetto di bilancio orientato alla sostenibilità e alla razionalizzazione delle risorse regionali. Un percorso di riequilibrio che, secondo il consigliere, non può prescindere da un cambiamento di mentalità da parte della cittadinanza e delle istituzioni.
“Ho piena fiducia che tutto possa evolvere nel migliore dei modi – afferma Marinucci – ma è indispensabile anche un concreto cambiamento del modo di pensare da parte degli abruzzesi, evitando facili semplificazioni diffuse proprio da chi ha generato molti dei problemi attuali.”
Bilancio e sanità: una gestione da riequilibrare
Marinucci evidenzia che la gestione ordinaria della Regione deve riconciliarsi con la realtà delle risorse disponibili, segnalando che i trasferimenti statali per l’assistenza sanitaria risultano insufficienti, a fronte di una rete ospedaliera complessa, condizionata dalla morfologia del territorio.
Secondo il presidente del gruppo consiliare, è necessario adottare criteri di riparto più equi e proporzionati, che tengano conto delle esigenze concrete delle aree interne e delle differenze strutturali rispetto alle grandi aree urbane.
“Non si può paragonare l’Abruzzo a un quartiere pianeggiante di Roma – ha dichiarato – bisogna riconoscere il fabbisogno effettivo per garantire una sanità realmente accessibile.”
Nuove entrate e obiettivi futuri
Grazie al riaccertamento delle maggiori entrate, la Regione potrà avviare una gestione più efficiente, capace di rispondere alle esigenze concrete dei cittadini. Marinucci auspica un bilancio pubblico capace di coniugare rigore e visione, evitando sprechi e valorizzando ogni risorsa.
Una chiamata all’impegno condiviso
Nel quadro del nuovo assetto finanziario, Marinucci invita amministratori e cittadini a partecipare con senso di responsabilità al percorso di riequilibrio. La svolta culturale è, per il consigliere, elemento imprescindibile per trasformare il riassestamento in un punto di ripartenza solido per l’intera regione.
“Oltre ai numeri, serve un cambio di passo. Una regione migliore si costruisce anche con l’impegno civile e il pensiero consapevole”, ha concluso.
