di Pierpaolo Di Carlo
Nascosta fra il silenzio generalista, in Serie A c’è una squadra storicamente incompiuta e priva di vittorie altisonanti. Questa, naturalmente, è la Roma, spesso invisibile agli occhi di chi vuole provare a indovinare chi trionferà sugli altri al termine della stagione. Lo stereotipo di una squadra spesso perdente, talmente rigido che sembra quasi voler precludere la possibilità di sognare ai tifosi giallorossi, è l’avversario principale di ogni giocatore e allenatore che decida di mettersi una Lupa sopra il cuore.
Il testimone di questo scontro eterno è passato nelle mani di Giampiero Gasperini, che nel silenzio generale si è già stanziato nelle zone alte della classifica, in mezzo a squadre abituate da anni a stare sopra gli altri. Il “permalosetto”, come lo chiamava il suo mentore Giovanni Galeone, ha avuto il merito di farsi strada fra le grandi del nostro campionato, grazie alla strategia più semplice ed efficace possibile: la difesa. Com’è risaputo, gli scudetti hanno un’accesa preferenza verso le squadre che prendono pochi gol. L’accortezza difensiva del “Gasp” nelle prime 4 ha portato la sua Roma a subire solo una rete, a riprova del fatto che questo (momentaneo) secondo posto condiviso con il suo vecchio compagno di scuola, Max Allegri, non sia frutto del caso. Bisogna, tuttavia, stare attenti a non illudersi troppo: se da una parte del campo c’è solidità e resilienza, dall’altra c’è una pochezza offensiva che giustifica le diverse vittorie di misura viste fino ad ora. La maggior parte degli attaccanti della Roma sono giocatori ordinari, che a livello tecnico e di qualità non possono competere con i trascinatori delle squadre con cui lotteranno per i vertici della classifica. Qui il massimo è Soulé, non c’è né un Yildiz, né un De Bruyne, né un Pulisic.
Ovviamente questo è un giudizio momentaneo, figlio di un mese scarso di campionato. Eppure, ad oggi la Roma andrebbe riconosciuta come una delle squadre più insidiose del campionato. Anche se, come spesse succede, è probabile che questa sarà l’ennesima pagina silenziosa e senza vittorie, nella storia della Magica incompiuta.
