la Prima edizione di POSSIBILI PIANETI, progetto musicale 100% analogico di musica elettroacustica ideato e realizzato da Mathijn den Duijf e Sebastian Giovannucci
Possibili Pianeti nasce nell’estate del 2024 dall’incontro tra Sebastian Giovannucci (abruzzese, musicista, educatore e raccoglitore di tradizione orale) e Mathijn den Duijf (olandese che vive diversi periodi dell’anno in Abruzzo, compositore, polistrumentista e produttore elettroacustico), in un luogo rurale, immerso nella quiete e lontano dalle distrazioni. In questo contesto intimo prende forma una profonda sperimentazione con il nastro magnetico, utilizzato non solo come supporto tecnico, ma come strumento vivo e compagno musicale.
Il processo creativo si sviluppa in modo spontaneo, lasciando che la musica si trasformi liberamente, senza costrizioni, seguendo un percorso fatto di improvvisazione, ascolto reciproco e gioco.
Il progetto si muove tra la cura artigianale del suono e la libertà della fantasia, rifiutando le strutture convenzionali per dare spazio a forme aperte fatte di cura e gentilezza che nutrono ogni passaggio del processo creativo.
I brani sono nati da idee musicali ispirate da immagini, e si sono formati spontaneamente partendo da semplici basi armoniche o melodie ripetute, seguendo strutture prevalentemente modali e ambientali. La composizione delle tracce è avvenuta totalmente con la tecnica a loop su più nastri magnetici sovrapposti.
Come fossero pianeti, creano un’atmosfera musicale ispirata all’idea di armonia dell’universo di Pitagora.
Il loop a nastro ha dato un carattere unico alle registrazioni. È diventato lo strumento principale di espressione: sempre uguale eppure sempre diverso, fragile ma anche eterno, imperfetto eppure affascinante.
Unendo questa tecnica alla sonorità degli strumenti tradizionali e antichi, Sebastian e Mathijn hanno trovato un linguaggio musicale originale e un’intesa sorprendente.
Possibili Pianeti è anche un atto educativo: riportare l’ascolto al centro, come gesto consapevole. Non si cerca una meta ma un presente da abitare, proprio come in una camminata sonora.