Un pareggio che sa di occasione perduta per il Pescara, che allo Stadio dei Marmi assapora il gusto del sorpasso ma viene raggiunto sul 2-2 dalla Carrarese in un pomeriggio ad alta tensione agonistica. Una gara dai due volti: alla supremazia territoriale dei padroni di casa nel primo tempo ha risposto l’orgoglio abruzzese nella ripresa, prima del definitivo equilibrio firmato da Bouah.
L’avvio è tutto di marca toscana. La Carrarese sblocca il punteggio grazie a Di Stefano, abile a capitalizzare un lancio dalle retrovie e a trafiggere un Saio apparso poco reattivo nella circostanza. Il Pescara, inizialmente contratto, trova la forza di reagire prima dell’intervallo con una perla balistica di Letizia, che sugli sviluppi di un corner inventa una traiettoria imparabile per l’1-1.
La ripresa vede un Delfino più arrembante e cinico. L’azione corale che porta al vantaggio ospite è da manuale: ispirazione di Insigne, velo intelligente di Di Nardo e stoccata vincente di Acampora che gela lo stadio locale. Quando il colpaccio esterno sembrava ormai alla portata, la Carrarese trova il guizzo del definitivo pari con Bouah, abile a ribadire in rete una palla vagante, strozzando in gola l’urlo di gioia dei sostenitori biancazzurri.
Non è stata una sfida per cuori deboli, come dimostrano le decisioni arbitrali che hanno infiammato gli animi. Al termine della prima frazione, la panchina pescarese è stata decimata: espulsi per proteste sia il vice allenatore Testini che il direttore sportivo Foggia, a testimonianza di un clima elettrico.
Nonostante la prestazione coraggiosa, resta il rammarico per una gestione dei minuti conclusivi che sta diventando un limite cronico. Se analizziamo il cammino recente, sono ben cinque i punti evaporati negli ultimi giri di lancetta tra la sfida odierna e il precedente impegno con la Sampdoria in casa. In un campionato di Serie B così serrato, queste amnesie rappresentano un lusso che il Delfino non può più concedersi.
La fantastica scalata che la squadra sta compiendo per agganciare la salvezza rischia di essere vanificata da simili cali di concentrazione. Per completare il miracolo sportivo e mantenere la categoria, è fondamentale blindare il risultato quando la fatica si fa sentire: troppe occasioni sprecate possono pesare come macigni sul bilancio finale. La risalita del Pescara è entusiasmante, ma per tagliare il traguardo serve un cinismo che oggi, purtroppo, è mancato nel momento decisivo.
Diego Schiazza
