Lega Caramanico: “Serve sinergia tra Comuni e Parco Maiella per danni valanghe”

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Le intense nevicate provocate dal ciclone Erminio hanno lasciato segni profondi sulla Maiella, dove ettari di bosco e tratti della rete sentieristica risultano gravemente danneggiati a causa delle numerose valanghe. A lanciare l’allarme è Gregorio Sperduti, coordinatore cittadino della Lega di Caramanico, che chiede un intervento immediato e coordinato degli enti territoriali.

Secondo Sperduti, la situazione richiede una collaborazione operativa tra i Comuni del comprensorio e l’Ente Parco Nazionale della Maiella, seguendo l’esempio di quanto avvenuto nel Nord Italia dopo la tempesta Vaia, dove la capacità di fare rete ha permesso di superare rapidamente un’emergenza ambientale di vasta portata. “La Maiella merita lo stesso impegno: un coordinamento efficace è il miglior segnale di efficienza verso i cittadini”, afferma.

Oltre alla gestione dell’emergenza, Sperduti individua una possibile opportunità di economia circolare e solidale. L’enorme quantità di legname accumulata sui versanti potrebbe infatti essere recuperata e destinata alle famiglie in difficoltà, contribuendo a contrastare il caro energia. L’idea è coinvolgere professionisti e aziende locali per il recupero e lo stoccaggio del materiale, creando un canale di distribuzione a prezzi calmierati. “Trasformare un danno naturale in un aiuto concreto conferirebbe un altissimo valore sociale alle operazioni di bonifica”, sottolinea.

Per Sperduti, l’obiettivo non è solo ripristinare i luoghi colpiti, ma dimostrare che il territorio è capace di reagire con intelligenza, efficienza e sensibilità. Prendersi cura della montagna, afferma, significa anche prendersi cura delle comunità che la abitano. Da qui l’appello a non considerare la collaborazione tra enti come un semplice adempimento burocratico, ma come un’occasione per rafforzare la capacità di fare squadra.

“Intervenire con tempestività, unendo efficienza operativa e solidarietà sociale, permetterebbe alla Maiella di recuperare più rapidamente, offrendo un modello virtuoso di gestione di cui tutto l’Abruzzo potrebbe andare fiero”, conclude.