La fusione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore approda nelle aule della giustizia amministrativa. L’Associazione Nuova Pescara, insieme ad alcuni cittadini dei territori coinvolti, ha depositato un ricorso al TAR Abruzzo per chiedere l’annullamento del decreto con cui il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, ha indetto un referendum consultivo sulla prosecuzione del processo di fusione.
Il ricorso, firmato dall’avvocato Roberto Colagrande, sostiene che il Comune di Spoltore sia affetto da “incompetenza assoluta per carenza di potere in concreto”, poiché la fusione tra i tre comuni è materia di esclusiva competenza regionale, come stabilito dall’art. 133 della Costituzione.
Secondo i ricorrenti, il procedimento consultivo si è concluso nel 2014, quando i cittadini dei tre comuni votarono a favore della fusione. Tale volontà è stata poi recepita e “cristallizzata” dalla legge regionale 13/2023, che fissa al 1° gennaio 2027 la nascita del nuovo Comune di Pescara.
Per questo, un referendum comunale non potrebbe in alcun modo modificare o interrompere un percorso già definito dalla Regione.
Il ricorso definisce il referendum un’iniziativa “giuridicamente irrilevante”, poiché il suo esito non avrebbe alcun effetto sulla legge regionale vigente.
I ricorrenti denunciano inoltre uno “sviamento per uso improprio di fondi pubblici”, sottolineando che l’organizzazione del voto comporterà spese per seggi, personale e materiali elettorali, senza alcuna utilità concreta.
L’Associazione Nuova Pescara chiede dunque l’annullamento del decreto sindacale di indizione del referendum nonché la sospensione cautelare immediata per impedire lo svolgimento della consultazione.
Se il TAR dovesse accogliere la sospensiva, il referendum verrebbe pertanto bloccato prima di andare al voto.
Il ricorso richiama anche la sentenza del TAR Abruzzo del 2022, che aveva già dichiarato irricevibile un precedente tentativo di Spoltore di contestare il referendum del 2014, affermando che l’annullamento degli atti consultivi non potrebbe comunque travolgere la legge regionale istitutiva della fusione.
La decisione del TAR è attesa nelle prossime settimane e potrebbe influenzare non solo la consultazione spoltorese, ma anche quella annunciata dal Comune di Montesilvano, prevista per il 21 giugno nei confronti della quale, con ogni probabilità, i ricorrenti assumeranno una iniziativa analoga a quella appena promossa.
