Gran Sasso, polemiche sul nome della nuova via sul Corno Grande

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Sta suscitando un acceso dibattito la decisione di intitolare “Dal fiume al mare” la nuova via aperta sul paretone del Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso. Una scelta compiuta dagli alpinisti che l’hanno tracciata e avallata dal CAI Abruzzo, che ha immediatamente sollevato reazioni critiche per il forte significato politico e simbolico associato all’espressione.

L’espressione “dal fiume al mare”, riferita all’area tra il Giordano e il Mediterraneo, è infatti da tempo al centro di controversie internazionali: per molti sostenitori della causa palestinese rappresenta un appello alla libertà e all’autodeterminazione; per Israele e numerosi osservatori occidentali è invece uno slogan percepito come negazione dell’esistenza dello Stato ebraico. Dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, con l’irruzione di Hamas oltre il confine, le stragi nei kibbutz e al festival Nova e il rapimento di circa 250 ostaggi, la frase è diventata uno dei simboli più divisivi nelle manifestazioni globali.

In questo contesto, la scelta di portare tale slogan sulla parete più iconica dell’Appennino è giudicata da molti come una provocazione politica. Tra le voci più critiche c’è quella di Franco Lacchè, presidente regionale, che definisce la nuova via un “sentiero di morte”, un punto di memoria distorto e divisivo rispetto alle tragedie del 7 ottobre. Lacchè parla di “ideologia malata”, di un gesto che ignora il peso storico delle parole e il loro riflesso in un momento di forte polarizzazione internazionale.

Al centro della critica c’è soprattutto un principio: la montagna non può diventare terreno di scontro ideologico. Lacchè richiama il valore universale dell’ambiente montano come luogo di silenzio, amicizia, contemplazione e ricerca interiore. Un luogo che educa alla pace e alla bellezza, lontano dalle tensioni della politica. Ricorda anche il legame profondo tra il Gran Sasso e San Giovanni Paolo II, che qui trascorreva ore in preghiera, trovando nella natura una via privilegiata verso la spiritualità: “Qui il silenzio della montagna ci parla di Dio”.