Scomparsa di Sandro Galantini, l’Abruzzo perde una voce autorevole della memoria

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Il mondo del giornalismo e della cultura abruzzese piange la scomparsa di Sandro Galantini, giornalista, storico e intellettuale tra le figure più autorevoli del panorama regionale e nazionale. Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo ne ha ricordato oggi il profilo umano e professionale, sottolineandone il contributo decisivo alla tutela e alla diffusione della memoria storica del territorio.

Galantini ha dedicato l’intera vita alla ricerca, alla divulgazione e all’impegno civile, raccontando l’identità dell’Abruzzo con rigore, passione e una sensibilità rara. Le sue pubblicazioni, gli studi e le attività di ricerca rappresentano oggi un patrimonio culturale di grande valore, riconosciuto anche a livello internazionale: i suoi lavori sono infatti presenti in biblioteche universitarie come Yale, Harvard e Princeton.

«La scomparsa di Sandro Galantini lascia un vuoto enorme nel mondo del giornalismo e della cultura abruzzese – afferma la presidente dell’Ordine, Marina Marinucci. È stato un professionista autorevole, uno studioso appassionato e un uomo di grande spessore umano. Con il suo lavoro ha contribuito a custodire e tramandare la storia della nostra terra, diventando un punto di riferimento per generazioni di giornalisti, studiosi e lettori».

Un ricordo condiviso anche dal consigliere nazionale dell’Ordine, Stefano Pallotta, che lo definisce «un custode della memoria, capace di unire rigore storico e passione civile con naturalezza, qualità propria dei grandi intellettuali».

La carriera di Galantini è stata segnata da un’intensa attività scientifica e culturale. È stato socio ordinario della Deputazione di Storia Patria dell’Abruzzo, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e socio corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi. Le sue ricerche hanno riguardato in particolare la storia dell’Abruzzo moderno e contemporaneo, le vicende del Teramano e di Giulianova, e la letteratura meridionale.

Numerosi i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni: dal Premio giornalistico nazionale “G. Polidoro” (2003) al Premio internazionale per la comunicazione delle arti, della cultura e della letteratura (2020), fino al Premio Agape “Enzo Biagi” per il giornalismo etico (2024). Per meriti culturali era stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2013 e di Ufficiale nel 2019. Attualmente ricopriva il ruolo di direttore culturale del Premio “Giuseppe Zilli”.

La sua figura resta un punto di riferimento per la capacità di coniugare rigore scientifico e divulgazione accessibile, qualità che lo hanno reso una voce autorevole e ascoltata, in Abruzzo e non solo.

L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo rende omaggio alla sua memoria, riconoscendo in Galantini un protagonista della crescita culturale e civile della regione e dell’intera comunità giornalistica.