Il declassamento del Servizio trasfusionale aziendale da Unità Operativa Complessa a struttura semplice a valenza dipartimentale (UOSD), deliberato dalla ASL di Teramo con atto n. 1133 del 7 luglio, ha scatenato una dura reazione politica e sociale.
A denunciare pubblicamente la decisione sono stati i consiglieri regionali Dino Pepe (PD) e Giovanni Cavallari (Abruzzo Insieme), che definiscono il provvedimento “scellerato” e lo inquadrano come l’ennesimo effetto dei tagli alla sanità imposti alla provincia dalla giunta regionale presieduta da Marco Marsilio. “Il Servizio trasfusionale e la rete della Medicina trasfusionale, fiori all’occhiello del nostro sistema sanitario, vengono sviliti e svuotati – affermano i consiglieri – compromettendo la qualità e l’efficienza di un servizio fondamentale per la salute pubblica.”
L’appello non arriva solo dai rappresentanti istituzionali: diverse associazioni di volontariato attive nel campo della donazione del sangue, tra cui Fidas, Avis, Croce Rossa Italiana, Ados e Advps, hanno alzato la voce, sottolineando l’importanza vitale del servizio e denunciando gli effetti devastanti che il declassamento potrebbe avere sui pazienti e sulla comunità.
“Da donatori – continuano Pepe e Cavallari – conosciamo il valore umano e civico che muove centinaia di cittadini verso questo gesto di solidarietà. È anche grazie alla serietà e all’impegno delle associazioni se il sistema ha garantito eccellenza e sicurezza. Per questo chiediamo con forza alla Regione e alla ASL di Teramo di rivedere questa decisione in tempi rapidi, nell’interesse della collettività.”
Il dibattito si fa acceso anche sul piano politico: “Ogni volta che vediamo mortificato il nostro territorio ci chiediamo: ma c’è qualcuno in giunta regionale che rappresenta davvero la provincia di Teramo?” concludono i consiglieri, rilanciando l’urgenza di interventi concreti e di una maggiore tutela delle eccellenze locali.
