CNA Balneari interviene con forza sul tema delle concessioni demaniali marittime, sottolineando la necessità di confermare il decreto interministeriale che riconosce gli investimenti effettuati dalle imprese balneari attualmente in attività. Per l’associazione, si tratta di una misura equilibrata, conforme ai principi comunitari e capace di valorizzare il contributo delle oltre trentamila piccole aziende che da decenni sostengono il turismo costiero italiano.
A parlare è il coordinatore nazionale della CNA Balneari, Cristiano Tomei, che ha commentato il contenuto della lettera inviata il 7 luglio dalla Commissione europea al governo italiano. Secondo Tomei, le istituzioni europee mantengono una posizione eccessivamente penalizzante nei confronti delle piccole imprese familiari, ignorando il loro radicamento territoriale e la funzione sociale che svolgono.
“In un momento in cui si discute il futuro delle concessioni balneari e il riordino complessivo del settore – afferma Tomei – è essenziale che il nostro governo difenda le imprese che hanno investito negli anni per migliorare i servizi e le strutture, contribuendo in maniera decisiva all’economia turistica locale e nazionale”.
CNA Balneari ribadisce dunque l’appello al riconoscimento di questi investimenti, sottolineando che tutelare le realtà esistenti non significa contrapporsi alle regole del mercato, ma piuttosto valorizzare chi ha saputo rendere le coste italiane una destinazione di qualità, accessibile e sostenibile.
