
di Giancarlo Odoardi (*)
PESCARA – Nel mese di giugno di quest’anno sono entrati in funzione tre nuove postazioni di conteggio bici lungo le piste ciclabili in sede propria di via Aldo Moro, via Luisa D’Annunzio e via Enzo Tortora, un tratto del Pendolo. Con queste installazioni, il progetto PESOS – Pescara Sostenibile si avvia verso la sua fase conclusiva dopo sette anni.
Ho partecipato attivamente alla sua redazione, insieme al partner esterno (ATI tra Euromobility e CRASS) e ho proposto personalmente i primi quattro contabici: successivamente il Comune, grazie a economie di spesa, ha deciso di installarne altri tre, configurando così una rete di sette dispositivi distribuiti su vari assi ciclabili cittadini.
Dai numeri alla consapevolezza – Nella scheda protettuale li chiamai “totem motivazionali” perché non volevo fossero percepiti solo come strumenti tecnici. Il loro scopo principale è rendere visibile il passaggio dei ciclisti e dare a chi pedala la sensazione di far parte di un cambiamento urbano. Ogni numero visualizzato è un invito a considerare ogni proprio giro di pedivella parte di un disegno collettivo e sostenibile.
Il progetto PESOS e il sistema dei totem – PESOS – Pescara Sostenibile, finanziato dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del Programma sperimentale Casa‑Lavoro, aveva l’obiettivo di promuovere modalità di trasporto alternative all’auto privata. Tra le azioni principali:
completamento della rete ciclabile (Ciclopolitana);
avvio del bike trial con biciclette a pedalata assistita per lavoratori pubblici e privati
realizzazione di velostazioni e della ciclostazione “CicloPe”;
installazione dei totem motivazionali lungo alcuni dei percorsi ciclabili più frequentati.
Il sistema – costituito da sensori installati sotto il manto stradale collegati a display visibili – ha avuto un costo di circa 73.200 € e serve a raccogliere dati oggettivi utili per orientare scelte di mobilità e investimenti futuri.
I primi numeri: dati reali dalle ciclabili – Nel 2021 i quattro totem attivi in via Leopoldo Muzii, Lungomare Matteotti, via Valle Roveto e Lungomare Cristoforo Colombo hanno registrato 1.441.694 transiti, nel 2022 1.602.317, ben 160.623 in più, anche per l’incremento dell’uso dei monopattini elettrici.
Monitoraggio passivo e nuove prospettive – Questi dispositivi forniscono un monitoraggio passivo: rilevano il transito della bici senza coinvolgere direttamente l’utente. È un dato utile e oggettivo, ma credo che per crescere davvero sia necessario affiancare a questo un monitoraggio attivo, dove sia il ciclista stesso a partecipare, fornendo non solo la traccia del suo passaggio, ma anche una valutazione delle infrastrutture e dei servizi collegati.
Questo approccio è alla base dell’Osservatorio sulla Mobilità Ciclistica (OSMOCI), di cui sono referente e ideatore. Con OSMOCI si utilizzano semplici QR code e questionari compilati dagli utenti per raccogliere feedback qualitativi e dati diretti sull’esperienza di chi pedala. In questo modo, ai numeri freddi dei totem si affianca la voce di chi vive la città in bicicletta, creando una mappa dinamica di esigenze, criticità e opportunità (www.osmoci.it)
Guardando queste postazioni in funzione, penso al lungo percorso avviato dalla stesura tecnica alle prime installazioni. Ogni ciclista che passa sotto quei totem rappresenta un passo concreto verso una città più sostenibile. Il futuro ora richiede di intrecciare dati, partecipazione e consapevolezza, per trasformare un modello passivo in uno fluido, partecipato, inclusivo.
(*) Riceviamo e volentieri pubblichiamo