A Gaza c’è un regime, no al riconoscimento oggi, un favore ad Hamas, un allontanamento della pace

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La bandiera palestinese oggi rappresenta ancora, politicamente e tecnicamente, le rivendicazioni dell’organizzazione criminale Hamas che governa a Gaza, al pari di come la bandiera russa rappresenta l’invasione dell’Ucraina.

Nel 2006 i cittadini di Gaza, chiamati alle urne, scelsero Hamas assegnando al movimento terroristico, nei propri distretti, 15 seggi su 24.

Hamas in seguito assunse il controllo totale e abolì di fatto le elezioni, eliminando fisicamente centinaia di oppositori interni e continuando a colpire Israele, fino a perpetrare il massacro del 7 ottobre 2023, e rifiutando oggi ogni ipotesi di cessate il fuoco.

Riconoscere oggi la Palestina significherebbe riconoscere inequivocabilmente una autocrazia guidata da terroristi contestati, peraltro, da una parte di palestinesi coraggiosi e dall’Autoritá palestinese.

Oggi è inopportuno e intempestivo riconoscere lo stato palestinese, almeno fino a quando Hamas non ne avrà perso il controllo totale a Gaza.

È pericoloso e fuorviante immaginare la soluzione di “due popoli, due stati” con parte di uno di questi in mano ad Hamas.

Riconoscere oggi lo stato palestinese significa manifestare un oggettivo sostegno ad Hamas che governa ancora i distretti di Gaza, non solo a chi vive in Cisgiordania.

Non sono qui in discussione né gli errori del governo Netanyahu nel modo scelto di condurre la guerra contro Hamas a Gaza, né i crimini di guerra commessi dall’IDF nel corso di quasi due anni di operazioni milirari, ma riconoscere Gaza prima dell’inizio concreto di una transizione democratica che preveda il disarmo di Hamas e il suo abbandono del controllo della striscia, sarebbe un errore gravissimo e una (finta) soluzione demagogica.

Riconoscere la Palestina significa oggi legittimare il governo violento, terroristico e autoritario di Hamas, imposto metodi criminali a tutti i palestinesi che vivono a Gaza.

Valerio Federico, Direzione e Assemblea di +Europa
Gastone Breccia, Assemblea di +Europa
Serafina Funaro, Direzione di +Europa
Valeria Ambrosino, Assemblea di +Europa
Francesco Talarico, Assemblea di +Europa
Caterina Tavani, Assemblea di +Europa
Roberto Ricciuti, Assemblea di +Europa
Andrea Amicarelli, Assemblea di +Europa
Francesca Ambrosino, Assemblea di +Europa
Leo Mastrototaro, Assemblea di +Europa