Palmoli, l’appello dell’On. D’Alfonso: “Preghiere e premure per una famiglia che chiede ascolto”

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In un momento delicato e doloroso per una famiglia del territorio, l’On. Luciano D’Alfonso torna a intervenire con parole che invitano alla riflessione, alla responsabilità e alla cura condivisa.

«Cinque giorni fa – ricorda il parlamentare abruzzese – ho invitato tutti i soggetti coinvolti nella vicenda della famiglia di Palmoli a dare il giusto valore al principio della gradazione, chiedendo discernimento, ponderazione e spirito collaborativo».

Un appello rivolto non solo alle istituzioni, ma anche ai genitori, ai servizi sociali e a tutte le figure che, in modo diretto o indiretto, hanno avuto un ruolo nella gestione di una situazione che coinvolge bambini in posizione “irripetibile e delicatissima”.

D’Alfonso sottolinea il comportamento del sindaco, definendolo «illuminante e luminoso, mai emotivo», e invita a prendere esempio da questa condotta per orientare le azioni di tutti gli attori coinvolti.

Ripercorrendo il tracciato dell’esperienza vissuta, l’ex presidente della Regione Abruzzo evidenzia come, da parte degli operatori, siano mancati «centimetri o decimetri ancora non percorsi». Un deficit di profondità nella lettura dei fatti, che in casi così complessi può generare danni non più riparabili.

«Le azioni delle Istituzioni – afferma – sono ripetibili. I danni sulla vita delle persone no».

Ora, secondo D’Alfonso, si intravede finalmente una luce, anche grazie a un atteggiamento più riflessivo da parte dei genitori. Ma il cammino non è concluso: «Ci aspettiamo il resto da parte degli altri. La mano tesa, la collaborazione solidale, la capacità del passo in avanti».

Un invito che si chiude con una nota di spiritualità e responsabilità: «Questa vicenda richiederà anche preghiere per il futuro, oltre che delle premure».