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      Pescara, il Consiglio di Stato accoglie la sospensiva: stop al voto bis in 27 sezioni. Le reazioni

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      Il Consiglio di Stato ha accolto stamattina l’istanza di sospensiva contro la sentenza del TAR Abruzzo che aveva annullato l’esito delle elezioni comunali 2024 in 27 sezioni della città di Pescara. La decisione, attesa con grande tensione da tutte le forze politiche coinvolte, blocca temporaneamente il ritorno alle urne previsto per il 24 e 25 agosto, in attesa dell’udienza di merito fissata per il 18 dicembre2.

      Il nodo della verifica mancata

      Durante l’udienza, il relatore ha evidenziato un punto cruciale: i consiglieri di maggioranza, ricorrenti nel procedimento, hanno fornito una relazione dettagliata sulle cause degli errori formali riscontrati nelle 27 sezioni contestate. Secondo quanto emerso, tali spiegazioni non erano state oggetto di verifica da parte del TAR, che aveva invece proceduto direttamente all’annullamento del voto in quelle sezioni.

      Le motivazioni della sospensiva

      Il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario sospendere gli effetti della sentenza del TAR per consentire una valutazione più approfondita delle irregolarità segnalate. Il principio del periculum in mora — ovvero il rischio di un danno grave e irreparabile — è stato centrale nella decisione: tornare al voto in sole 27 sezioni prima di una pronuncia definitiva avrebbe potuto compromettere la legittimità dell’intero processo elettorale.

      Cosa succede ora

      Con la sospensiva accolta, l’amministrazione guidata dal sindaco Carlo Masci esce dalla fase di ordinaria amministrazione e riprende piena operatività, quantomeno fino a dicembre. A quel punto i giudici di Palazzo Spada potrebbero ribaltare la decisione del TAR e confermare integralmente il voto del 8 e 9 giugno 2024, oppure confermare la ripetizione del voto nelle 27 sezioni che a quel punto si svolgerebbe nel marzo del prossimo anno.

      Resterebbe inoltre la possibilità dell’accoglimento in toto del ricorso presentato dall’opposizione, guidata dal candidato sindaco Carlo Costantini, con l’annullamento integrale delle elezioni ed il ritorno alle urne nella primavera del 2026.

      Le reazioni

      Il pronunciamento è stato accolto con favore dal primo cittadino, Carlo Masci, che ha commentato: “Possiamo riprendere a pieno la nostra attività, anche se in queste settimane, nel periodo dell’anno in cui la città è più viva, non ci siamo mai fermati. Pescara non può permettersi di rallentare, per cui leggo con estremo favore il passaggio di oggi al Consiglio di Stato e attendiamo fiduciosi il pronunciamento di dicembre sul merito dei ricorsi.”

      Masci ha inoltre ribadito la sua disponibilità a tornare al voto, qualora fosse stato necessario: “Ho detto sin dal 25 giugno che sarei stato pronto al ritorno alle urne, e avevo chiesto al candidato sindaco della sinistra-cinquestelle di aderire a questa proposta ritirando la richiesta di sospensiva, ma il mio appello è rimasto inascoltato.”

      Secondo il sindaco, l’esito delle elezioni dell’8 e 9 giugno 2024 è stato “chiarissimo”, confermato anche dal riconteggio, e avrebbe trovato ulteriore conferma nel voto di agosto. “Sono certo che sarebbe arrivata una risposta netta dagli elettori, a favore del centrodestra, mettendo fine alla campagna denigratoria portata avanti nell’ultimo mese nei miei confronti dalla sinistra-cinquestelle.”

      Sulla decisione del Consiglio di Stato è intervenuto anche Domenico Pettinari, leader civico, terzo candidato più votato alle ultime amministrative, esprimendo forte preoccupazione per gli effetti della decisione, che restituisce pieni poteri al sindaco Carlo Masci, alla Giunta e al Consiglio comunale, almeno fino all’udienza di merito fissata per il 18 dicembre.

      “Per noi si dovrebbe tornare al voto il prima possibile e in tutte le sezioni, non solo in alcune,” ha affermato Pettinari, “perché le irregolarità riscontrate dal TAR sono di una gravità inaudita.” Secondo l’ex consigliere regionale, il provvedimento del TAR, che aveva limitato l’operatività degli organi eletti ai soli atti urgenti e indifferibili, rappresentava già una dichiarazione implicita di non piena legittimità.

      Pettinari ha contestato il fatto che la sospensiva sia stata accolta favorevolmente da tutte le parti ricorrenti, comprese quelle del centrosinistra: “Fossi stato io una delle parti ricorrenti, non avrei accettato una sospensiva che reintegra nella pienezza dei poteri organi che il TAR aveva già depotenziato. Avrei chiesto di sospendere il voto ad agosto, ma mantenendo lo stato attuale, limitato agli atti indifferibili.”

      Il timore espresso è che, in assenza di una rapida definizione nel merito, l’amministrazione possa continuare ad operare per mesi, se non anni, nonostante le “irregolarità catastrofiche” emerse nei seggi. “Questa decisione consente ai consiglieri di tornare a tempo pieno, percependo i gettoni pieni, come se nulla fosse accaduto,” ha concluso Pettinari.

      Di tono opposto le dichiarazioni di Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega Abruzzo, Emanuele Evangelista, segretario provinciale Lega Pescara, Marco Di Giacomo, segretario cittadino Lega Pescara, secondo cui “la decisione del Consiglio di Stato era ampiamente prevedibile. Come Lega abbiamo sempre sostenuto che sarebbe stato irragionevole tornare al voto in sole 27 sezioni. Ora l’amministrazione comunale torna pienamente operativa fino al pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato. Una scelta che ristabilisce l’equilibrio istituzionale e consente di proseguire il lavoro per la città”.

      “Il voto amministrativo dello scorso anno – hanno aggiunto gli esponenti leghisti – ha espresso in modo netto la volontà dei cittadini, che hanno scelto Carlo Masci e la coalizione di centrodestra per guidare Pescara. Siamo fiduciosi che anche nel merito, a dicembre, questa decisione sarà rispettata. Chi ha perso – hanno concluso – non può cercare scorciatoie per ribaltare un risultato chiaro. Nessun cavillo e men che meno nessun formalismo potranno sovvertire la volontà popolare democraticamente espressa con il voto”.

      Soddisfazione anche per l’esponente del Pd Claudio Mastrangelo, che ha salutato la decisione dei giudici di Palazzo Spada come “un’ottima notizia perché da subito abbiamo detto che le irregolarità dello scorso anno a nostro avviso hanno invalidato completamente le elezioni, e a dicembre il Consiglio di Stato valuterà proprio questo”. “Inoltre – ha detto ancora il rappresentante dell’opposizione – era impensabile riportare al voto Pescara ad agosto, limitando la partecipazione a una quantità esigua di persone”.

      “La sospensiva integrale della sentenza del Tar Abruzzo, preannunciata oggi dal Consiglio di Stato, rappresenta un atto importante che consente al Comune di Pescara di tornare a operare nella piena titolarità delle sue funzioni. Una decisione che accoglie le istanze presentate dagli amministratori e restituisce piena operatività agli organi democraticamente eletti”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri, commentando l’ordinanza che sospende la precedente sentenza del Tar, la quale aveva fortemente limitato l’azione amministrativa dell’Ente.

      “Il provvedimento del Consiglio di Stato ristabilisce condizioni di normalità istituzionale e operativa – aggiunge Sospiri – in un passaggio delicato per la città. Apprezziamo, inoltre, il senso di responsabilità dimostrato dal Sindaco e dalla Giunta, che pur contrari nel merito alla sentenza del Tar, hanno scelto di non opporsi alla sospensiva, nell’interesse generale della collettività”.  “Con questa decisione – conclude il presidente Sospiri – si rafforza la nostra fiducia in una pronuncia definitiva che confermi la piena legittimità dell’operato dell’Amministrazione comunale”. 

      “Pescara non tornerà a votare con il costume da bagno e la sabbia nelle ciabatte”: con questa immagine evocativa, l’onorevole Luciano D’Alfonso commenta la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto le richieste di sospensiva alla sentenza del TAR Abruzzo, rinviando al 18 dicembre il pronunciamento definitivo sulla legittimità delle elezioni comunali 2024.

      Secondo D’Alfonso, il clima di esultanza che ha accompagnato la reazione del sindaco Carlo Masci e della sua maggioranza non deve oscurare la gravità delle irregolarità emerse: “Restano le buste strappate, le schede scomparse e riapparse, e una sentenza del TAR che ha messo nero su bianco dubbi di legittimità. Resta anche il coinvolgimento della magistratura penale, chiamata a fare piena luce su quanto accaduto.”

      Il deputato invita a non interpretare la sospensiva come un “tana libera tutti”, sottolineando che la piena operatività riconsegnata al Comune non può tradursi in una gestione amministrativa disinvolta. “Il rinvio è un invito alla prudenza e alla moderazione. Fino a dicembre, ogni decisione strategica dovrà essere ponderata e condivisa, in una sorta di co-gestione politica del territorio.”

      D’Alfonso critica la reazione del sindaco Masci, che ha posto l’accento sulla ripresa dell’attività amministrativa anziché sulla legittimità del proprio mandato: “Per almeno altri cinque mesi, dovrà convivere con gli sguardi interrogativi dei pescaresi, anche di chi lo ha votato.”

      Infine, l’onorevole ribadisce che la vera legittimazione del voto amministrativo dipenderà esclusivamente dalla sentenza del Consiglio di Stato attesa per dicembre. “Lo pretende il principio di democrazia, lo pretende soprattutto una città che rischia ancora oggi di vedere calpestato il proprio diritto di espressione.”

      Nel pomeriggio è pervenuta anche una nota congiunta della coalizione di centrosinistra, composta da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, liste civiche e dal candidato sindaco Carlo Costantini “Siamo stati i primi a chiedere la sospensiva – scrivono gli esponenti d’opposizione – e restiamo convinti che a tornare alle urne debba essere tutta la città”

      “La sospensiva, accolta all’unanimità dai giudici amministrativi, blocca temporaneamente gli effetti della sentenza del TAR Abruzzo, che aveva annullato l’esito delle elezioni comunali 2024 in alcune sezioni per “numerosissime irregolarità” e “vizi che trascendono aspetti meramente formali”.

      “Abbiamo sempre perorato la sospensiva integrale – sottolineano gli esponenti del centrosinistra – per liberare i pescaresi dal voto sotto l’ombrellone. Il centrodestra, inizialmente favorevole al voto ferragostano, si è accodato solo all’ultimo, temendo una nuova batosta.”

      La coalizione ribadisce la necessità di tornare al voto in tutte le 170 sezioni, non solo in quelle indicate dal TAR, per garantire un esercizio democratico pieno e trasparente. “Le irregolarità emerse impongono una risposta ampia e condivisa. Il ritorno alle urne non deve essere un tentativo di salvare una leadership compromessa, ma un’occasione per restituire ai pescaresi un voto limpido e cristallino.”

      In attesa della decisione definitiva di dicembre, il centrosinistra invita a mantenere alta l’attenzione e a non confondere la sospensiva con una legittimazione politica. “La città merita chiarezza, non scorciatoie,” conclude la nota.

      “Pescara può riprendere a correre”: con queste parole l’avvocato Claudio Croce, consigliere comunale di Forza Italia, commenta a nome della maggioranza la sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato.

      Croce afferma che il provvedimento rappresenta una svolta positiva per la città, che evita così una paralisi istituzionale. Sottolinea come il Consiglio comunale recuperi pienamente le proprie funzioni e come i cittadini possano contare su un’Amministrazione che continua a lavorare, con Sindaco, Giunta e Consiglio nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.

      La maggioranza, che presenta anch’essa una richiesta di sospensiva, evidenzia che la decisione non è dettata dal timore di un ritorno alle urne, ma dalla volontà di evitare un vuoto amministrativo che danneggerebbe la città. Croce ribadisce che uno stop sarebbe deleterio per Pescara e che la priorità rimane garantire continuità e stabilità.

      adc

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