Manoppello, verso la Fondazione “Marcinelle dueseidue”

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Grazie alla Regione un progetto di respiro europeo per fare memoria guardando ai giovani

“Un riconoscimento importante, segno tangibile della volontà, condivisa dall’intero Consiglio Regionale dell’Abruzzo, di fare memoria attiva attraverso strumenti idonei e progetti che guardino fuori dai nostri confini regionali e nazionali. La legge approvata dall’assise regionale, nella seduta del 27 dicembre, che istituisce la Fondazione “Marcinelle dueseidue” rappresenta un traguardo senza precedenti. Per la prima volta la più alta istituzione regionale riconosce formalmente che la tragedia dell’8 agosto 1956, catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero, appartiene al vissuto della Regione Abruzzo e decide di impegnarsi per promuovere attività concrete e ripetute nel tempo rivolte alle giovani generazioni, entrare nelle scuole con progetti specifici, trasformare immobili pubblici dismessi in luoghi di interscambio culturale, favorire la cooperazione giovanile, la nascita ostelli della gioventù, il dialogo con gli italiani all’estero e con le ambasciate dei dodici paesi da cui provenivano i minatori bruciati nella miniera del Bois du Cazier, nel distretto minerario di Charleroi, in Vallonia”.

Così il sindaco Giorgio De Luca commenta l’istituzione della Fondazione “Marcinelle dueseidue” che avrà sede a Manoppello, città martire per aver perso 22 concittadini, minatori in Belgio, a mille metri di profondità e che si pone al centro di un ideale gemellaggio che la lega non solo ai comuni abruzzesi accomunati dalla tragedia (Alanno, Casoli, Castel del Monte, Castelvecchio Subequo, Elice, Farindola, Isola del Gran Sasso, Lettomanoppello, Ovindoli, Rosciano, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, Turrivalignani), ma anche a tutti i 64 comuni italiani e ai dodici Paesi europei ed extraeuropei da cui provenivano i minatori morti 67 anni fa. “Manoppello è la città simbolo della tragedia di Marcinelle, catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero – aggiunge il primo cittadino De Luca – la nascita della fondazione è il giusto compimento di un lavoro che il Comune porta avanti da almeno quarant’anni. Ricordo – precisa il sindaco – il Monumento di Cascella ai Caduti di Marcinelle; la visita nel 2002 dell’allora ministro Mirko Tremaglia che lavorò fortemente per gli italiani all’estero e per l’istituzione, ogni 8 agosto, della Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo; i gemellaggi con la città belga di Charleroi e anche quella di Casarano; le attività che ci hanno uniti al Comune irpino di Cervinara, cittadina che diede i natali ad Antonio Sacco il più giovani minatore morto al Bois du Cazier a soli 16 anni a cui abbiamo intitolato una sala pubblica di Manoppello. A questo si aggiungono le visite di rappresentanti di Grecia, Ungheria, Polonia, Belgio, paesi di provenienza di alcuni dei lavoratori scomparsi al Bois di Cazier dove morirono 262 minatori di dodici diverse nazionalità a morire. Di questi 136 erano italiani: 60 partirono dall’Abruzzo e i rapporti continui con il Bois du Cazier, ex sito minerario Patrimonio Unesco e museo della tragedia che, con i suoi responsabili e la municipalità di Charleroi, porta avanti un grande lavoro di studio e testimonianza”.

“Ci metteremo presto al lavoro con la Regione, i Comuni e le associazioni abruzzesi accomunati dalla tragedia – dice il vicesindaco ed assessore con delegato a Marcinelle Giulia De Lellis – mi auguro anche la Provincia di Pescara, l’Università, la Direzione scolastica regionale, i sindacati e chiunque altro voglia portare un contributo fattivo perché questo sia un punto di partenza per un impegno collettivo che guarda a progetti di ampio respiro”.

“Ringraziamo – concludono De Luca e De Lellis – il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, primo firmatario del progetto di legge, che ha creduto nel progetto e voluto fortemente portare a compimento questo percorso e con lui tutta l’assise civica regionale che votando all’unanimità il provvedimento ha dimostrato che la storia e la memoria di Marcinelle sono patrimonio di tutti”.